

Dopo un quadriennio di eccellente lavoro, il Consiglio Federale della Federazione Italiana Pallacanestro ha confermato per il periodo olimpico 2009/2013 l’avvocato viterbese Roberto Alabiso a capo della Procura Federale, così riconoscendo al professionista di aver perseguito con capacità e brillanti risultati il compito a lui assegnato.
La Procura Federale della FIP è l’ufficio intorno al quale ruotano le indagini più delicate che gli sportivi italiani amanti della pallacanestro seguono con grande attenzione sia per i nomi delle società coinvolte, sia per gli interessi che si devono tutelare.
Alabiso (ed i suoi trenta Sostituti procuratori) hanno condotto le famose indagini che portarono alla penalizzazione della Benetton Treviso, alla radiazione delle società di Napoli e Capo d’Orlando, al deferimento (recentissimo) di ben 28 arbitri e commissari speciali coivolti nella indagine penale incardinata dinanzi alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria ed in base alla quale sarebbero emersi preoccupanti disegni criminosi che potrebbero inficiare la regolarità addirittura di un intero campionato.
In questo mondo, un viterbese ricopre un ruolo di primaria importanza proseguendo la tradizione del suo predecessore nello stesso incarico, Carlo M. Scipio, e dell’altro legale, Daniele Di Marco, tuttora componente effettivo della Corte Federale, massimo organo giudicante della Federazione Italiana Pallacanestro.
Nella Procura Federale figurano, altresì, come Sostituti Procuratori, Claudio Umbertini, Luca Mecarini e Andrea Usai, voluti fortemente dall’avvocato Alabiso al suo fianco come professionisti di assoluta capacità personale e specifica competenza dello sport della pallacanestro.
“Ritengo che dopo quattro anno di intenso lavoro – ha detto con soddisfazione Alabiso - la conferma dell’incarico a capo della Procura Federale rappresenti per me ed i miei sostituti un momento di grandissima soddisfazione e soprattutto il riconoscimento di aver bene operato in favore di tesserati ed affiliati alla FIP”.
“Il mio obiettivo – ha proseguito – è quello di creare un gruppo di lavoro autosufficiente ed in grado di soddisfare tempestivamente anche le richieste più urgenti che ci vengono dagli uffici federali, dalle società affiliate e dai singoli tesserati, senza distinzione per grandi nomi o personaggi sconosciuti, che meritano in entrambi i casi la stessa tutela dinanzi alla giustizia sportiva del nostro mondo federale”.
Ancora una volta, quindi un viterbese ai vertici di una Federazione, nell’ambito della giustizia sportiva, così come è ormai tradizione consolidata per i professionisti di quel settore provenienti dalla nostra città.