

VITERBO - “Fornire informazioni errate sui servizi generando preoccupazione nei cittadini è una cattiva abitudine che non può essere avallata”.
Secco il commento di Daniele Sabatini alle cifre divulgate da Cittadinanzattiva che ha definito un salasso la retta dei nidi comunali di Viterbo. Secondo l’indagine condotta dall’organizzazione il costo medio nel capoluogo della Tuscia si aggirerebbe sui 396 euro al mese, superiore addirittura ai 250 euro mensili della tariffa romana, e che ci sarebbe poca differenza tra strutture pubbliche e private.
Sabatini, che per oltre 4 anni ha rivestito il ruolo di assessore alle Politiche sociali del Comune di Viterbo, replica duramente: “Ogni anno si è costretti a smentire e rettificare quanto dichiarato da Cittadinanzattiva, nonostante vengano forniti loro i dati corretti. Una situazione spiacevole visto che a disinformare è un’associazione di cui i cittadini si fidano”.
Per fare chiarezza, sintetizzando il complicato schema di calcoli, Daniele Sabatini spiega come le tariffe siano divise per redditi e poi suddivise in 4 tipologie di servizio tra cui i viterbesi possono scegliere secondo le esigenze di giorni e orari. La media delle 4 tariffe è di 297,50, quindi 100 euro in meno di quanto individuato da Cittadinanzattiva. “Considerando poi – evidenzia Sabatini – che sono pochissimi i bambini che frequentano il nido i pomeriggi e il sabato mattina significa che la stragrande maggioranza delle famiglie assume un costo medio di 200 euro per la frequentazione dal lunedì al venerdì mattina, ben 196 euro in meno della cifra strillata dall’associazione. A tutto ciò è opportuno aggiungere che su oltre 220 utenti solo una quindicina dichiara un quoziente familiare superiore a 12mila euro e quindi la media ponderata individua un costo medio parecchio inferiore a quanto riportato da Cittadinanzattiva”.
Sulla questione della scarsa differenza tra pubblico e privato Sabatini precisa che “in realtà, anche a Viterbo come avviene in altre città, ci sono nidi privati convenzionati che garantiscono alle famiglie le medesime condizioni di quelli comunali. Ciò costituisce, a mio parere, un elemento di forza del servizio che garantisce una sempre maggiore offerta del servizio asilo nido 0-3 anni, sia a livello qualitativo che capillare dal punto di vista territoriale”.
“Per completezza di informazione è inoltre opportuno sottolineare – conclude Daniele Sabatini – che le tariffe applicate sono state individuate con delibera di Giunta n. 760 del 26 novembre 2007 e che in questi 5 anni si è scelto di non aumentarle dando il giusto valore a un servizio così delicato per i più piccoli e importante per le mamme e i papà che lavorano”.