

VITERBO - Calunnia e falso: questi i reati per i quali l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito, sottoposto ieri mattina ad un nuovo interrogatorio di circa cinque dal Pm Massimiliano Siddi, è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Viterbo, nell’ambito dell’inchiesta sulla falsificazione delle fatture relative alle spese sostenute dal suo successore Francesco Battistoni e pagate con i fondi del gruppo consiliare.
Sul registro degli indagati sarebbero finite altre persone che avrebbero contribuito a vario titolo a diffondere il dossier contenente le fatture false, in particolare alcuni componenti del coordinamento Pdl del Lazio. Fonti giudiziarie hanno però smentito che si tratti del coordinatore Vincenzo Piso e del vice Alfredo Pallone. L’esistenza di altri indagati è stata confermata dal difensore di Fiorito, l’avvocato Carlo Taormina.
Le copie delle fatture taroccate, quelle distribuite poi alla stampa, furono fotocopiate nell'ufficio di Piso, così almeno ha raccontato Fiorito al Pm. La distribuzione dei documenti contabili alla stampa fu decisa in una riunione il 12 settembre scorso, nell’intento di avviare una sorta di 'operazione pulizia' per denunciare i consiglieri spreconi.
Fiorito ha anche raccontato che il 18 agosto scorso, nel pieno delle scontro sulla sua sostituzione alla guida del gruppo, quando lo scandalo dei fondi ancora non era esploso, il suo successore Battistoni, si presentò dalla segretaria di Franco Fiorito e le intimò di aprile l'ufficio. Con lui c’erano il suo commercialista di fiducia e il suo avvocato. 'Sono il nuovo capogruppo, ho diritto ad entrare', disse Battistoni sottolineando che Fiorito ancora gli doveva consegnare gli uffici. La segretaria lo fece entrare. I tre restarono nell'ufficio alcune ore. “No credo che le fatture siano state falsificate in quell’occasione – avrebbe dichiarato Fiorito, anche perché il maggior danno d’immagine lo ha subito lui”. Comunque anche questo particolare sarà approfondito dagli inquirenti.
All’uscita dalla procura, l’avvocato Taormina, raggiunto per telefono, ha dichiarato che il suo assistito “ha fornito al magistrato tutti gli elementi in suo possesso per identificare il possibile falsificatore delle fatture. Ora – ha concluso - spetta all’autorità giudiziaria individuarlo”.
L’ex capogruppo Pdl era stato interrogato per oltre quattro ore il 23 settembre scorso, in veste di testimone in merito a una denuncia per diffamazione presentata da Battistoni contro il giornalista Paolo Gianlorenzo, ex direttore dell’Opionione di Viterbo, che il 14 settembre, su un sito internet aveva pubblicato i Pdf delle fatture, definiti “evidentemente e grossolanamente contraffati” dal procuratore capo Alberto Pazienti. Fiorito negò di aver consegnato il dossier a Gianlorenzo e, soprattutto, dichiarò che i documenti in suo possesso, consegnati alla procura della Repubblica di Roma, dove è indagato per peculato, sono assolutamente autentici e le cifre indicate sulle fatture corrispondono a quelle effettivamente liquidate dal gruppo Pdl. Concetto che ha ribadito anche durante l’interrogatorio di oggi.
Evidentemente, però, gli inquirenti non gli hanno creduto, tanto che lo hanno indagato per calunnia e falso.
Infine, si è appreso che nei prossimi giorni, il Pm Siddi dovrebbe indagare un giornalista del Messaggero che, il 13 settembre, cioè il giorno prima che le copie delle fatture false venissero pubblicate sul sito di Gianlorenzo, aveva pubblicato un articolo citando le fatture delle spese di Battistoni già falsificate.