

VITERBO - ''Aiutatemi a salvare la vita di mio figlio. Ha perso 12 chili in poco più di un mese. Un dimagrimento che lo ha ridotto in condizioni penose. Ha appena 28 anni e per la distanza non lo vediamo da circa un anno. Siamo disperati''. Sono le parole con cui una madre di Orgosolo (Nuoro) si è rivolta all'associazione Socialismo Diritti Riforme, presieduta da Maria Grazia Caligaris, per manifestare l'esigenza che il giovane torni in Sardegna per scontare la pena inflittagli, che invece ora sta scontando nel carcere viterbese di Mammagialla.
''Le condizioni economiche della famiglia e lo stato di salute del padre non ci permettono di poter effettuare i colloqui regolarmente - ha spiegato la donna che più volte nel corso dell'accorato appello ha fatto cenno alla volontà autolesionistica manifestata dal figlio nell'ultima telefonata alla famiglia - le condizioni di salute hanno destato preoccupazione tra i medici dell'infermeria dell'Istituto penitenziario di Viterbo inducendoli a prescrivergli dei farmaci e a fissare una nuova visita il prossimo 30 novembre''.
''Nostro figlio è stato condannato - ha sottolineato la donna - per gli errori commessi a una pena detentiva che sta scontando ma non possiamo accettare di avvertire nella sua voce e attraverso le sue parole una così grande disperazione. Abbiamo molta paura per la sua incolumità''.
'Il caso - ha detto la presidente di Sdr - ancora una volta evidenzia la necessità che il Dipartimento rispetti il principio di territorialità della pena soprattutto quando si tratta di persone giovani''.