ANNO 27 n° 271
Sanità, Battistoni interviene sul mancato rinnovo del CCNL

Riceviamo e pubblichiamo:

Il candidato PdL alla carica di consigliere regionale Francesco Battistoni interviene sul mancato rinnovo del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale) ai lavoratori dipendenti della Sanità Privata Accreditata.

«Nel Lazio, come nel resto della penisola, la Sanità Privata Accreditata con le sue varie strutture è complementare e molto spesso va a colmare le carenze della Sanità Pubblica. Queste strutture private accreditate, come Case di Cura, Rsa, Centri di Riabilitazione, IRCCS, Hospice e molte altre, sono parte integrante del Servizio Sanitario Regionale.

All’interno di tali strutture trovano occupazione diverse professionalità come infermieri, logopedisti, fisioterapisti, educatori professionali, tecnici, operatori Socio-Sanitari, operai e impiegati che oltre ad avere i meritati titoli svolgono il loro lavoro con dedizione e professionalità. Soltanto nella nostra Regione i dipendenti di queste strutture raggiungono circa le 60-70 mila unità e nella AUSL di Viterbo sono circa 3000.

Nonostante le grandi promesse fatte in fase di campagna elettorale, Marrazzo, nei suoi cinque anni da Governatore del Lazio, non ha fatto nulla per far rinnovare il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale) a questi dipendenti. Sono infatti cinque anni che i dipendenti della Sanità Privata Accreditata non vedono rinnovato il loro contratto, rinnovo che già da tempo è arrivato invece per i lavoratori della Sanità Pubblica.

Nonostante questa grave mancanza i dipendenti delle strutture private hanno continuato a lavorare con la stessa dedizione e professionalità senza mai tirarsi indietro. Detto ciò da qui nasce la mia domanda, visto che la Sanità Privata Accreditata è parte complementare del Servizio Sanitario Regionale non sarebbe più giusto che i contratti venissero unificati? I lavoratori hanno tutti pari diritti e non devono esistere dipendenti di seria A e dipendenti di serie B, visto che i titoli richiesti e le professionalità utilizzate sono le medesime.

Questa idea di unificare i contratti è stata sbandierata da Marrazzo solo come una redditizia campagna elettorale, ma come mai quando ne ha avuto l’opportunità nel corso del suo mandato da Governatore del Lazio non se ne è fatto più nulla? Anche perché questa unificazione contrattuale non arrecherebbe aggravi di spesa, ma solamente benefici sia per i lavoratori, ma soprattutto per gli utenti-pazienti».




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