ANNO 27 n° 272
Sanità, giustizia e alleanze politiche: ecco il progetto di Mazzoli

Alessandro Mazzoli è stato eletto Segretario Regionale del Partito Democratico all'Assemblea svoltasi a Roma. Dopo il ritiro della candidatura di Morassut, per il Presidente della Provincia non ci sono stati più ostacoli e la vittoria alle urne si è concretizzata con la nomina all'importante carica politica.

Ecco alcuni passaggi del discorso del nuovo segretario:

"Per uscire dalla deriva plebiscitaria in cui il nostro Paese è stato trascinato, occorre avviare una stagione di riforme che rendano efficiente la democrazia italiana. Raccogliamo la sfida delle riforme.

In questo quadro, non si può non affrontare il tema della giustizia. Che sia necessario rivedere il nostro sistema è innegabile. Ma farlo significa rispondere alle esigenze di tutti i cittadini e non di uno solo.   

Per dare nuova linfa ai consumi, serve restituire risorse ai redditi medio-bassi, alle famiglie che vivono di salari, stipendi e pensioni, a chi è al di sotto della soglia di povertà. Stimolare l’economia significa partire, in prima battuta, dando il via alle piccole opere immediatamente cantierabili da affidare agli enti locali, quindi investire sull’efficienza energetica e sul risparmio. Non servono palliativi.

In questo quadro, vanno rimessi al centro gli enti locali

Nel momento in cui si è insediato il Governo Berlusconi, il tema del debito della sanità nel Lazio ha iniziato a essere lo strumento di pressione e condizionamento del Governo sulla Regione.
Vedo che il Popolo delle Libertà si adopera a organizzare convegni per illustrare le ricette sulla sanità. Noi stiamo ancora aspettando che chiedano scusa ai cittadini del Lazio per la vergogna dei 10 miliardi di euro di debiti. La sanità. Il diritto alla salute dei cittadini stia fuori dalla battaglia elettorale. Così come la politica deve restare fuori dalle nomine della sanità.

Non possiamo, a questo punto, esimerci dall’affrontare la vicenda che ha portato alle dimissioni il presidente della Regione. Un gesto, quello di Piero Marrazzo, che ha avuto il significato di separare le vicende personali e private dell’uomo dall’istituzione regionale. Una scelta che dimostra una volta di più come per chi ha responsabilità di governo è indispensabile una coerenza di comportamenti tra la sfera pubblica e quella privata.

Questa vicenda impone al Pd innanzitutto di sviluppare, in questi giorni, una forte iniziativa politica rivolta alla costruzione di un largo schieramento di centrosinistra, capace di estendere i suoi confini anche a forze moderate come l’Udc, che in campo nazionale sono all’opposizione del governo e possono condividere con noi nel Lazio un grande progetto di governo della regione. Costruire rapidamente una colazione forte e credibile, e scegliere in modo condiviso una candidatura autorevole per la presidenza della Regione Lazio sono condizioni urgenti per rilanciare un processo politico credibile. Noi proponiamo un largo schieramento di centrosinistra per individuare il candidato presidente della Regione attraverso il metodo delle primarie e che le stesse si svolgano il 24 gennaio del 2010.

Investire sullo sviluppo sostenibile e sulla green economy. Cito soltanto per titoli: raccolta differenziata dei rifiuti, acqua come bene pubblico, produzione energetica da fonti rinnovabili, difesa dell’ambiente come grande occasione di sviluppo, sostegno all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione del paesaggio.

Davvero non c’è spazio per il ritorno al nucleare. Davvero è incomprensibile la scelta del Governo che, contrariamente a quanto accade nel resto del mondo, sceglie la strada di un improbabile nucleare di terza generazione.


Il nostro compito, ora, è radicare il Pd nella società, creare un partito solido, presente, capace di affrontare i limiti strutturali dello sviluppo nazionale e regionale. L’obiettivo è realizzare quel rinnovamento dei gruppi dirigenti che è indispensabile per avere un Pd forte e credibile".




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