ANNO 27 n° 259
Sanità: i dati dell'Ugl sulle liste d'attesa di Belcolle per le risonanze magnetiche sono "drogati"

VITERBO - Spira il vento della campagna elettorale e l’Ugl, la cui ex leader nazionale Renata Polverini è candidata alla presidenza della Regione Lazio, denuncia che le liste d’attesa per eseguire una risonanza magnetica all’addome o alla colonna vertebrale nell’ospedale Belcolle di Viterbo sono troppo lunghe, cioè dai 180 ai 240 giorni. Una verità parziale, al 50%, quella dell’Ugl, in quanto l’altra metà è “drogata” dal fumo dell’agone politico.

Nel 2009, a Belcolle, unico ospedale della provincia dotato di apparecchiature per l’esame diagnostico, sono state eseguite 5.307 risonanze magnetiche ad alto campo. I tempi d’attesa per i ricoverati sono di 24 ore, mentre per le urgenze ambulatoriali prescritte dai medici di medicina generale sono di 7 giorni al massimo. Queste due categorie di pazienti, insieme a quelli del pronto soccorso, rappresentano circa la metà delle richieste. Con l’entrata in vigore del Recup regionale, poi, la risonanza magnetica ad alto campo di Belcolle serve anche pazienti provenienti da altre province, compresa quella di Roma. Quindi, se la media è media...

Ma quello che dovrebbe spaventare tutti, Ugl compresa, è un altro dato: l’abnormità delle prescrizioni. Ecco i numeri, nudi e crudi. Nel 2009, l'unità di radiologia di Belcolle ha effettuato 119.082 prestazioni. Una virgola qualcosa per ogni 3 residenti. Di queste 34.589 (pari al 29%) hanno riguardato i pazienti provenienti dal pronto soccorso, 23.634 (20%) i ricoverati, 59.634 (50%) i pazienti ambulatoriali, mentre 1.279 (1%) sono state le prestazioni in libera professione.

“Partendo da questi numeri– dice il direttore dell’Unità operativa di radiologia  Enrico Pofi -, è necessario  avviare una riflessione approfondita sulle liste d’attesa che vada oltre la semplice considerazione delle stesse come fattore da inserire frettolosamente nella categoria dei disservizi propri della sanità pubblica. Negli anni passati si è cercato di ridurre i tempi di attesa aumentando l’offerta, ma questo, come è avvenuto nei paesi industrializzati, ha comportato un aumento dei costi e non diminuzione dei tempi stessi. Anzi, semmai, è avvenuto il contrario. Il problema, quindi, è complesso e di non facile risoluzione e dovrebbe essere affrontato agendo sulla domanda, nel tentativo di migliorare l'appropriatezza prescrittiva. Parte degli accertamenti diagnostici effettuati, infatti, potrebbero essere evitati in quanto non appropriati. La European commission referral guidelines for imaging radiation protection, ente di riferimento europeo su tale problematica, ha recentemente comunicato che circa il 30 – 50% degli esami erogati di diagnostica per immagini è inutile o, comunque, eccessivo rispetto alle diagnosi e alla terapia”.

Su questo versante la Asl di Viterbo sta, da tempo, lavorando con i medici di medicina generale, che rappresentano un anello della catena determinante affinché i tempi di attesa possano essere ridotti drasticamente e i cittadini non vengano sottoposti ad esami non necessari.

E se si provasse con l’introduzione di sanzioni economiche progressive fino ad arrivare alla radiazione dall’ordine per i medici con la prescrizione facile?




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