

VITERBO - La mummia di Santa Rosa, custodita nel monastero omonimo a Viterbo, svela un nuovo segreto di sé: il corpo della giovane, che precedenti analisi avevano giudicato essere quello di una ventenne, porta i segni di un'embolia che probabilmente è stata la causa della sua morte.
Lo dimostra uno studio radiografico diretto da Ruggero D'Anastasio, dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti, la cui equipe da anni studia il corpo risalente al XIII secolo e sorprendentemente conservato tanto che si poté riconoscere anche il colore, blu, dei suoi occhi.
Pubblicato sulla rivista Lancet, questo nuovo studio sulla mummia conferma alcune delle scoperte precedenti e chiude il cerchio sul mistero della morte della giovane: il cuore della mummia, scrivono gli esperti, presenta un diverticolo ventricolare e mostra i segni di quella che poteva essere stata la causa della morte, una massa (probabilmente un trombo). Già in precedenza, ricordano gli esperti, si era detto che il corpo della giovane mancava dello sterno, anomalia ricondotta alla sindrome di Cantrell. L'ipotesi si è rivelata giusta perché i diverticoli cardiaci, spiegano, sono il difetto cardiaco più comune per chi nasce con questa sindrome e spesso sono causa di trombi.
Con questo studio, dunque, le tessere del 'puzzle' su Santa Rosa sembrano ricomporsi.