

Sono 13 i pullman partiti dalla provincia di Viterbo in direzione Roma per aderire allo sciopero generale indetto dalla Cgil, per protestare contro la manovra economica. Molti sono anche quelli che hanno scelto di raggiungere la capitale con i propri mezzi, dimostrando quanto la manifestazione sia sentita anche nella Tuscia, dove la crisi si fa sentire forte e chiara.
Lo sciopero generale sarà di otto ore per ogni turno di lavoro e per tutte le categorie di lavoratori.
''Oggi siamo di fronte ad un Governo che, basando il suo potere sui privilegi, non è in grado di affrontare i veri nodi dei tagli al costo della politica - afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso in una nota -. Infatti, tutto quello che si sta facendo e tutto quello che non si fa, nella direzione della riduzione dei costi della politica, afferma Camusso, 'è il frutto della mancanza complessiva di un progetto per il paese, ''anche mantenere la tassa di solidarieta' per i parlamentari testimonia il fatto che non si vuole mettere mano ai loro redditi e ai loro vitalizi'', se ne vuole ridurre il numero, ma non i privilegi.
Il segretario generale della Cgil inoltre afferma che ''non si fa quello che si potrebbe fare e si scaricano tutti i pesi sulla periferia e sui futuri governi''. La Camusso parla di ''scelte demagogiche'' in riferimento ai tagli dei piccoli comuni e delle province che oggi ''non aggiungono una risorsa al paese, perché bisognerà aspettare la fine di tutte le singole legislature per vederne gli effetti'.
Sicuramente vale il principio che è ''indispensabile sciogliere, il prima possibile, le società inutili che amministrazioni locali e regionali hanno istituto, prosegue Camusso, ma ''il Governo dovrebbe per primo dare un esempio, incominciando da Difesa Spa e da Protezione Civile Spa, e tagliando sui 4miliardi di consulenze spese dai Ministeri''.
Intanto oggi in Aula al Senato inizia la discussione della manovra bis dopo l'approvazione in Commissione Bilancio.