ANNO 27 n° 272
Sciopero generale: una marea di viterbesi a Roma
VITERBO - "Sono molte le adesioni allo sciopero generale del 17 ottobre che stanno giungendo allla federazione Rdb di Viterbo - dichiara Lino Rocchi visibilmente entusiasta - "Dalle assemblee effettuate nei giorni scorsi è emersa molta attenzione ai temi dello sciopero promosso dai sindacati di base per il 17 ottobre prossimo, e molti lavoratori hanno espresso la volontà di partecipare alla manifestazione nazionale di Roma.

Le Scuole di ogni ordine e grado, il trasporto pubblico, l’ACI, l’agenzia delle Entrate, il Tesoro, il Tribunale, la Provincia, la Sanità, l’Università, l’INPS, l’INPDAP, l’INAIL, l’Ufficio del Lavoro, il Territorio, Fabbriche, supermercati, ecc. dopodomani sono a rischio chiusura.

Sono in molti i Lavoratori, studenti e pensionati che hanno già aderito allo sciopero e che si sono prenotati per gli autobus che la Federazione RdB di Viterbo ha organizzato per la Manifestazione Nazionale - prosegue Rocchi - Alle 7.30 partiremo dal piazzale della Questura di Vt per esprimere con la nostra presenza tutta la contrarietà allo smantellamento dei Servizi Pubblici, all’imbarbarimento delle condizioni economiche degli strati più deboli della società, contro l’attacco ai diritti ed a tutto il mondo del lavoro dipendente, contro l’attacco alla scuola pubblica ed a favore di pensioni dignitose, una sanità per il cittadino e non dei soldi, stipendi e salari che consentano di arrivare alla fine del mese, una ridistribuzione delle risorse finanziarie di questo Paese, che non vedano i nostri Politici tutti d’accordo, quando si tratta di regalare soldi alle Banche, ma che li veda insensibili alle richieste di una vita dignitosa di milioni di pensionati, lavoratori, disoccupati e precari. Lo stato sociale - continua - è ostacolo allo sviluppo economico: questo il messaggio che sedicenti industriali e “pappagalli della sottopolitica”, finanziati dallo stato e spalleggiati dalle “finte proteste” di cgil cisl e uil, vanno ripetendo per convincerci che bisogna accettare di ritornare alle condizioni degli anni cinquanta.

Vogliono far passare la competitività del sistema Italia attraverso la devastazione sociale, la negazione dei diritti, l’abbandono della solidarietà, la sconfitta dei dipendenti pubblici. Saremo in piazza - conclude Rocchi - il 17 ottobre e saremo in tanti, conclude Rocchi, per dire basta ad una trasformazione profonda che pagheranno tutti, lavoratori pubblici e privati ed i cittadini ad un sistema sociale senza garanzie e senza diritti, per ripristinare un patto fra tutti i soggetti interessati alla trasformazione, un patto capace di riaprire una nuova e forte stagione di lotte in grado di riconquistare i diritti sociali e di invertire una politica, fino ad oggi, ad esclusivo favore delle classi più forti del paese."



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