

BOLSENA – Si estende su un area di circa 4 ettari, contiene strutture risalenti a un periodo di tempo compreso tra il quinto secolo a.C. al 2 secondo secolo d.C.. E’ l’ennesima area archeologica venuta alla luce a Bolsena, in località Sant’Arcangelo, lungo la cassia. La scoperta e’ stata eseguita dagli archeologi della cooperativa Archeomedia, costituta nel 1997 da un gruppo di laureati in Beni culturali al’Università della Tuscia, incaricata di eseguire gli scavi dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale. La funzione della struttura, edificata con blocchi di tufo poligonali locali non è stata ancora accertata. Gli studi in corso dovrebbero dare una risposta definitiva nelle prossime settimane.
Il cantiere è stato aperto dopo che uno scolo dell’acqua su un pendio ha fatto emergere alcuni grandi blocchi poligonali in tufo locale e un primo abbozzo di una struttura muraria. La Soprintendenza ha così avviato uno scavo di somma urgenza per verificare di cosa si trattasse. Attualmente sono in corso i rilievi per delimitare l’intera area, chiarirne le funzioni, accertare l’eventuale presenza di altri reperti e datare con precisione le varie fasi di costruzione del complesso.
All’interno dell’area, oltre alle mura, sono stati ritrovati una moneta romana del 15 d.C e una macina in pietra costituita da due tronchi di cono in pietra, che sovrapposti hanno la forma di una clessidra, alta circa un metro e pesante alcuni quintali. Nel terreno circostante, inoltre, sono stati rinvenuti molti frammenti ceramici la cui datazione è ancora in corso.