Scritte sui muri, l’arma che bisogna usare contro queste persone è l’intelligenza.
Riceviamo e pubblichiamo
Non bastavano i volantini di stampo razzista. Non sono bastate le scritte imbecilli sui muri contro Picchiarelli, Fortuna e Celestini, ai quali va la nostra più completa solidarietà.
No, gli stessi che ieri avevano imbrattato i muri di Viterbo oggi ci hanno fatto trovare un’altra sorpresa, aggiungendo agli insulti anche le offese.
Conosciamo bene l’assessore Picchiarelli, al quale siamo vicini in questo momento, e sappiamo che è persona troppo intelligente per dar credito a gente che, evidentemente a corto di argomenti dialettici, non vede altra strada che quella di imbrattare i muri riempiendoli di becere offese.
Ed è proprio questa l’arma che bisogna usare contro queste persone: l’intelligenza.
Le scritte infamanti sui muri non rappresentano altro che un atto di vigliaccheria e come tale vanno considerate, mentre l’offesa dell’altro, oltretutto prendendo come spunto la malattia, è semplicemente l’esternazione massima della barbarie e dell’ignoranza.
A questa gente va risposto con intelligenza, continuando, insieme a tutte le forze democratiche, a confrontarci sul terreno della democrazia ed a lavorare per l’integrazione e il rispetto della dignità umana, contro ogni deriva razzista e contro l’intolleranza.
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione di Viterbo