

Nella scuola non c'è più un euro. Questo, in sostanza, il quadro che emerge, dai sindacati del settore i quali rilevano che la mancanza di fondi per il personale Ata (soprattutto bidelli, ma anche personale di segreteria) e per i docenti sta producendo centinaia di decreti ingiuntivi. Ovvero di fondi che il ministrero dell'Istruzione dovrà erogare con l'aggiunta delle spese d'ufficio e spese leagli.
Si verificherebbe insomma allo stesso tempo un disservizio e un aggravio della spesa pubblica. Difficile fare di peggio.
Ai docenti non vengono remunerate le prestazioni accessorie, non ci sono soldi per le supplenze brevi e neanche quelli per gli straordinari del personale Ata.
Decine e decine di decreti ingiuntivi, in questi giorni, sono stati presentati o sono in procinto di esserlo, per poter arrivare al recupero delle somme. A presentarli, in particolare, gli avvocati della Uil.
Una vicenda, questa, che interessa circa milleduecento lavoratori, tra docenti e personale Ata.
L'approfondimento sul "Corriere di Viterbo".