ANNO 27 n° 263
Scuola - Il De Amicis tra ricorsi, diffide e 'simulazioni'
I sindacati contro l'assessore Sentinelli, l'unico punto fermo è la delibera del Tar che annulla il dimensionamento
05/07/2012 - 04:00

Il mondo della scuola viterbese sta ruotando tutto intorno alla delibera del Tar del Lazio, con la quale si blocca il dimensionamento approvato dalla Regione Lazio, e al ricorso al Consiglio di Stato annunciato dalla stessa Regione Lazio, in particolare dall’assessore all’Istruzione Gabriella Sentinelli.

La querelle sta diventando una sorta di “borsino” dove un giorno prevale una linea e il giorno successivo l’altra.

Da una parte i propositi, peraltro ancora mai messi nero su bianco, della Pisana, quelli cioè di iniziare il prossimo anno scolastico come se il dimensionamento dell’istituto De Amicis fosse cosa fatta, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, dall’altra il “diktat” del Tar del Lazio, che su iniziativa del comitato dei genitori della scuola viterbese al centro della “controversia”, si è espresso chiaramente sull’argomento: “Quel dimensionamento non s’ha da fare”.

Una posizione, quest’ultima, sostenuta da tutto il Pd viterbese e regionale, in particolare dalla consigliera comunale Luisa Ciambella che sull’intera vicenda è stata sempre in prima linea, presente e visibile.

Sullo sfondo restano intatti i nodi legati alle procedure legate ai trasferimenti e all’impiego di tutto il personale scolastico. Procedure che sono già state adottate, secondo i tempi previsti dalle leggi, quando la Regione Lazio approvò il Piano di dimensionamento scolastico e, dunque, prima che il Tar lo bocciasse.

In un primo momento sembrava che la Regione dovesse prendere atto della delibera del Tar ma poi, con il passare del tempo, pare che nelle stanze dell’assessorato all’istruzione della Pisana sia maturata la scelta del ricorso al Consiglio di Stato.

Una strada questa che, probabilmente, appariva come una sorta di scorciatoia per evitare il problema nell’immediato e magari rimandarlo all’anno scolastico 2013-14, sempre che il Consiglio di Stato avesse confermato il giudizio del Tar.

Ma è bastato che questa ipotesi fosse appena ventilata, che immediatamente c’è stata una levata di scudi dal parte del Pd e del comitato genitori della De Amicis: “Quella del Tar – è la posizione comune – non è una sospensiva ma una vera e propria sentenza, che quindi deve essere immediatamente esecutiva”. Ergo: il De Amicis non va dimensionato e occorre immediatamente attivare tutte le procedure in tal senso.

In mezzo c’è l’Ufficio scolastico regionale e provinciale, chiamati a muoversi in modo diametralmente opposto a seconda dei casi. Il problema è sempre lo stesso: rispettare i tempi tecnici di un eventuale azzeramento delle procedure già effettuate e avviarne di nuove. Per “tempi tecnici” si intende il regolare avvio del nuovo anno scolastico. Non una cosa da poco insomma.

In questo quadro, con la Regione comunque intenzionata ad andare avanti con il ricorso, e con i sindacati che le stanno per inviare una diffida dal presentarlo, pare sia stata avvita dagli uffici di via del Paradiso una simulazione per verificare la fattibilità di un “rimescolamento” e riavvio di tutte le procedure.




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