

''Nel triennio 2008/2011 la nostra provincia ha perso 700 posti di lavoro tra insegnanti della scuola dell’infanzia, insegnanti elementari, insegnanti di scuola media di primo e secondo grado, collaboratori scolastici e personale ATA. In un silenzio quasi tombale non hanno più di che vivere 700 persone, tra queste moltissime non riusciranno a riconvertirsi in altro settore a causa della loro età e della loro formazione''. E' quanto denunciato ieri durante il consiglio comunale da Luisa Ciambella (Pd) che ha presentato un'interrogazione scritta al sindaco di Viterbo Giulio Marini per quanto riguarda la situazione delle scuole nella Tuscia.
''A tutt’oggi neanche il Provveditorato agli studi possiede una situazione aggiornata e precisa sulle classi tempo lungo-pieno attivate - ha incalzato Ciambella -. Soprattutto sul tempo pieno la giunta non ha saputo giocare un ruolo determinante nell’impedire che i tagli ci travolgessero, tanto è che, dopo aver votato all’unanimità in Consiglio la mia mozione e aver ammesso che il problema c’era, avete organizzato una conferenza stampa Comune e Provincia per dirci che era tutto risolto e che i Viterbesi avrebbero dovuto diffidare da chi giocava con le loro necessità al solo scopo di speculare politicamente''.
''La situazione degli insegnanti di sostegno è un’altra piaga sociale, tanto è che i genitori hanno già i ricorsi pronti al TAR, ormai in mancanza della politica ci si affida ai tribunali per far valere i propri diritti - ha aggiunto -. A Viterbo sono state attivate classi di scuola primaria antimeridiane con 28/29 alunni, che oltre a disattendere la sentenza del TAR che attesta il tetto sotto ai 28 alunni per classe, ci parla di una situazione completamente fuori controllo, tanto è che eccezionalmente, proprio l’altra settimana la Direzione scolastica regionale ha concesso una classe in più a Sutri. Questo è un evento che dimostra l’inadeguatezza delle previsioni dell’organico e il fallimento della dotazione dello stesso''.
''Ci si muove a tentoni, ponendo toppe su toppe a questo vestito ormai inesistente'' ha concluso Ciambella.