

VITERBO – La pubblicità è l'anima del commercio? Può darsi, ma quando il regime di concorrenza s'allarga – invade – anche la cosa pubblica, nel suo aspetto più sacro, quello dell'istruzione, allora qualche domanda bisognerebbe porsela. In modo corretto e mica sguaiato, senza scadere nelle polemiche, ma con lo scopo di fare chiarezza. E chiedono chiarezza quelli dell'istituto tecnico economico Paolo Savi (da sempre chiamato per comodità, soprattutto degli studenti “Ragioneria”) nei confronti di un'altra scuola superiore pubblica del capoluogo, l'Iis Francesco Orioli. I quali hanno prodotto un pacato comunicato stampa affinché sia fatta luce su questa storia, che capita tra l'altro in un momento particolare, quello dell'orientamento, delle “scuole aperte”, quando gli studenti e le famiglie sono chiamati a scegliere il futuro percorso di studi. Scelte spesso cruciali, per la crescita di un ragazzo, e per la sua formazione culturale, professionale e umana.
“Il chiarimento diventa necessario in quanto da parte dell’istituto Francesco Orioli di Viterbo si continua a pubblicizzare l’apertura di un corso diurno Itc Amministrazione, Finanza e Marketing Relazioni internazionali per il Marketing per il quale, a tutt’oggi, non è in possesso delle necessarie autorizzazioni”, scrivono il dirigente scolastico, i docenti e il personale tutto del Paolo Savi.
Cioé: l'Orioli pubblicizzerebbe – anche con manifesti e volantini – un nuovo corso rivolto agli studenti, lo stesso già proposto da anni dal Savi. Ma senza averne i requisiti, sostengono dal Ragioneria. “Anche il Provveditorato si è espresso in questo senso, sottolineando come la scuola non avrebbe seguito il percorso necessario per attivare l'offerta descritta. E pure i sindacati, tutti tranne uno, hanno bollato questa azione come irrispettosa, in un documento ufficiale”. C'è poi da dire che la specializzazione proposta varrebbe soltanto per il triennio finale, e che dunque sarebbe giocoforza attiva (qualora venisse concessa ufficialmente) minimo tra due anni, se non di più. Può succedere però che gli studenti quattordicenni, e le loro famiglie, non siano a conoscenza di questi aspetti tecnici e burocratici: leggono, si convincono, e si iscrivono. Con tutte le conseguenze del caso. “Poiché la scelta della scuola superiore è fondamentale ed impegnativa, in quanto influenza e determina la crescita totale della persona – concludono dal Paolo Savi, ribadendo di non aver alcuna intenzione di fare polemica - in questo momento delicato è importantissimo che le informazioni trasmesse dalle scuole superiori siano chiare e, soprattutto, rispondenti al vero per il bene dei ragazzi che ci affidano il loro futuro”.
E certo, la concorrenza e il libero mercato possono anche entrare nell'istruzione, anzi ci sono già entrati grazie a tante riforme e con le scuole private che – giustamente – fanno il loro lavoro. Tutto un altro conto se un istituto pubblico cerca di pescare nel lago di un altro istituto statale. Utilizzando magari anche esche artificiali, o artificiose.