

di ARNALDO SASSI
VITERBO - Wiston Churchill era uno che la sapeva lunga. E quando pronunciò la famosa frase ''ogni popolo ha il governo che si merita'' in realtà non fece altro che applicare alla politica il sillogismo di Aristotele (filosofo greco vissuto circa 400 anni prima di Cristo), secondo cui se A è uguale a B e B è uguale a C, allora A è uguale a C. Semplice, no?
E allora, assistendo allo spettacolo indecente che la politica e la classe dirigente di questo travagliatissimo Paese stanno dando in questi giorni, è lecito chiedersi se tutto ciò il popolo italiano se lo sia meritato. Beh, quando andiamo a vedere che Francone Fiorito, detto ''er Batman'', nel 2010 è riuscito a portare a casa ben 26.000 preferenze e che l’assessore (adesso ex) lombardo Domenico Zambetti s’è comprato i voti dalla 'ndrangheta, pagandoli 50 o 80 euro l’uno (per non parlare poi di tutto il resto), qualche dubbio viene. O meglio, qualche certezza: sì, ci sta bene. Ce lo siamo meritato. Come ci meritiamo una classe politica totalmente incapace di governare col buon senso, che alla fine ha dovuto cedere le armi a uno stimatissimo professore universitario per tentare di raddrizzare la baracca.
E allora mi chiedo: quali sono oggi i criteri in base a quali il cittadino dà il suo voto a questo o a quel partito? Una volta c’erano le ideologie: quella comunista, quella socialista, quella democristiana, quella liberale e quella fascista. E c’era pure quella dei nostalgici monarchici (i più anziani ricorderanno sicuramente l’onorevole Alfredo Covelli). Ora è cambiato tutto. Destra e sinistra sono ormai due simboli privi di significato. Quello che conta è cosa potrà fare per me (o per la categoria alla quale appartengo) colui al quale darò il mio voto. Insomma, il mio bene privato al di sopra di quello comune. Un sentimento questo che è aumentato esponenzialmente proprio col venire meno delle ideologie, e che si è ben miscelato con quel dna proprio delle popolazioni neolatine, cui apparteniamo. Del resto, noi siamo sempre stati il Paese del “fatta la legge, trovato l’inganno”. E il fatto che in Italia la corruzione dilaghi sempre più e che l’evasione fiscale sia al top sono altre due cartine al tornasole di queste nostre poco invidiabili caratteristiche.
Nuove elezioni sono ormai alle porte e gli italiani sono chiamati ancora una volta a decidere sui propri destini. La politica, di fronte a questi episodi vergognosi, dice che intende rinnovarsi, ma state tranquilli che non lo farà. O lo farà in minima parte. E allora? E allora il boccino ce l’avrà in mano il cittadino quando entrerà nella cabina elettorale. Ma se si continuerà a votare l’amico o quello che può ricambiarci il favore, o piuttosto l’uomo solo al comando capace di risolvere i problemi di tutti, state tranquilli che non cambierà niente. Gli scandali continueranno e la gente continuerà a scandalizzarsi. Anche a Viterbo, dove un governo eletto a stragrande maggioranza dalla popolazione, è riuscito a disintegrarsi da solo.
Come diceva Churchill, ogni popolo ha proprio il governo che si merita. E dopo è meglio non lamentarsi, ma dire, dopo un bell’esame di coscienza, è anche colpa mia.