

di Domenico Savino
VITERBO – Corrado Brachino, Valentina Ravarotto, Antonio Fanicchia, Ana Irina Zaharia, Gabriele Bianchi, Ciro Pascione sono i componenti di una squadra di pizzaioli guidati da Alessio Rossi che hanno partecipato al Gran Premio della Pizza di Corridonio di Macerata nelle Marche martedì 19 febbraio. Il Lazio è arrivato secondo a livello interregionale, dietro solo alla Campania, la cui squadra si è aggiudicata il Gran Premio. La piazza d’onore in assoluto è corredata da una serie di riconoscimenti che i singoli partecipanti della Tuscia hanno ricevuto.
Infatti la regione (che è stata rappresentata da questa pattuglia di agguerriti pizzaioli viterbesi, il cui responsabile era Alessio Rossi) è stata premiata anche e soprattutto per le decorazioni fatte con l’impasto della pizza e per le diverse tipologie di impasto. Tutti gli ingredienti utilizzati dai pizzaioli capitanati da Alessio Rossi hanno utilizzato prodotti dl territorio, formaggi dell’Alta Tuscia, la farina del molino Profili, mozzarelle di bufale prodotte da un’azienda di Montefiascone.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre cento concorrenti che provenivano da ogni parte d’Italia. Otto le regioni rappresentate: Marche, Piemonte, Campania, Toscana, Liguria, Molise, Puglia e Lazio appunto. A tutti gli iscritti al Gran Premio è stata consegnata una scultura del Gran Premio e un diploma come attestato di partecipazione.
Antonio Fanicchi (proprietario della pizzeria Thiario di Viterbo) è arrivato secondo nella categoria ''Pizza rossa'' con una pizza con carne di cinghiale e verdure, il cui bordo era ripieno di salmì di cinghiale e mandorle; Ana Irina Zaharia ha guadagnato la piazza d’onore nella categoria ''Pizza bianca'' e nell’impasto ha ricostruito il Palazzo dei Papi (che è anche il nome della pizza fatta con panna, broccoli romaneschi, salame e peperoncino); Valentina Ravarotto e Corrado Brachino hanno gareggiato nella categoria ''Pizza Innovazione'': la prima ha trionfato con una pizza fatta con fiori di zucca, tartufo, pancetta e salsiccia; Brachino è arrivato secondo ha proposto una pizza la cui base era verde (fatta con spinaci) e il cui condimento era un formaggio al tartufo dell’Alta Tuscia.
''Su oltre cento partecipanti – ha detto Alessio Rossi, 32 anni, titolare della pizzeria ''Stanlio e Olio'' di Viterbo in via Cavour - i ragazzi viterbesi sono riusciti a primeggiare in quasi tutte le categorie. Non avevo dubbi sulle loro capacità e sapevo che avrebbero fatto bene di fronte a tanti concorrenti. Siamo arrivati ad un soffio dalla vittoria, peccato che per qualcuno di loro l’emozione abbia giocato un brutto scherzo, ma abbiamo vissuto una bellissima esperienza''.
Rossi è un istruttore qualificato, ha 32 anni e ha studiato dal 2009 al 2011 all’Accademia dei pizzaioli di Allogrado in provincia di Brescia: ''Per me la pizza è una passione – confessa – la cucino da quando sono bambino perché i miei genitori avevano un pizzeria e si può dire che sono cresciuto dentro il loro locale. Adesso fare la pizza è diventato anche il mio mestiere e mi diverto ad insegnarne l’arte''. Infatti i suoi allievi un giorno alla settimana vanno da lui per carpire insegnamenti e segreti del piatto italiano più famoso del mondo. E Alessio Rossi che è arrivato secondo al campionato “Pizza d’autore” di Chianciano Terme e terzo al campionato mondiale di pizza di Milano di segreti ne ha davvero tanti.