

VITERBO – “Accelerare i tempi della discussione in commissione Sanità sulla trasformazione dell'ospedale di Acquapendente, smantellato nell'ambito del piano di rientro del debito sanitario, in presidio socio-sanitario montano, cui potrebbero rivolgersi 19 comuni e circa 56mila abitanti”. E’ quanto chiede il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto con una lettera inviata alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
“Comprendo – scrive Scalfarotto - le necessità che spingono per la riorganizzazione del sistema sanitario locale al fine di eliminare gli sprechi e limitare le spese. Tutto questo deve però avvenire senza provocare danni, ritardi o insufficienze proprio in un settore, quello della protezione della salute, fondamentale per il benessere di tutte le cittadine e i cittadini”
“Il riconoscimento del distretto socio-sanitario dell'Alta Tuscia - continua Scalfarotto - permetterebbe al presidio di Acquapendente di assistere le popolazioni per taluni bisogni di salute specifici che, ancorché limitati sul piano della intensità, hanno forte impatto sulla popolazione e sono risolvibili direttamente in loco senza il disagio di una mobilità sanitaria forzata”.
Secondo Scalfarotto, il riconoscimento e il relativo piano di riorganizzazione permetterebbe ad Acquapendente, non solo di dotarsi di nuovo di un presidio di pronto soccorso completo, ma di ''ripristinare le attività che i riassetti e i tagli fin qui adoperati hanno smantellato, lasciando nel caos operatori e pazienti”'.