

ORE 19.30
Il consigliere Palozzi. "La soluzione deve partire da ragionamenti che dipendono da fattori politici, soprattutoto nei fatti e non nelle enunciazioni. Ho assistito a enunciazioni nei diversi contesti favorevoli alla gestione pubblica. Le scelte sono state fatte all'unanimità. La scelta di dare a Talete la gestione pubblica è stata fatta da tutti tranne che dal sindaco di Caprarola. Non capisco come ora i consiglieri provinciali dicano di non voler aderire a Talete. Così come non capisco il sindaco di Viterbo che come socio del Siit vota un'altra cosa. Dovrebbero fare gli atti conseguenti e successivi. Le delibere prese dall'Ato sono immediatamente esecutive. Dal 1° luglio 2009 in questo Ato c'è la tariffa unica. L'entrata progressiva in Talete era attuabile in passato, non più ora. Non siamo più nel periodo transitorio. L'aumento delle tariffe è stato votato all'unanimità dai sindaci, 41 su 60. Chi era assente ha torto perché poteva venire e votare contro. Saranno esose ma se dobbiamo mettere a norma gli impianti qualcuno dovrà pure pagare. Basta con l'ipocrisia, raccolgo l'invito del consigliere Santucci. Non si può andare in un posto e dire una cosa e poi dire l'esatto contrario in un altro. Se fallisce Talete la gestione pubblica dell'acqua ce la scordiamo. E queste cose dobbiamo dirle. Invito tutti a passare ai fatti in tutte le sedi".
Il consigliere Massimo Gemini. "Noi siamo sicuramente favorevoli all'acqua pubblica e siamo favorevoli a farla rimanere tale. Voglio ricordare cosa possiamo fare: un patto di fine consigliatura. Manca poco tempo alla fine e potrebbe essere una cosa a vantaggio di tutti. Propongo quindi di ridare mandato di rafforzare il presidente dell'Ato per ridare forza all'azione politica per far sì che politicamente si possa concludere. Io sono pronto a dare il contributo necessario".
Il presidente Corbo. "Su alcune cose non entro per scelta. Ma devo fare alcune puntualizzazioni. Talete non ha utilizzato un'applicazione tariffaria difforme per far cassa. Sarebbe di una scorrettezza profonda. Sono solamente entrate in gioco una serie di componenti che non partendo da una lettura dei contatori, effettivamente hanno avuto effetti distorsivi. Effetti che saranno recuperati a dicembre. Sui costi, con il superamento del periodo di transizione, non ci saranno più queste condizioni. La fusione per incorporazione rimane l'unico strumento valido per evitare un contenzioso. Sono convinto che con un pizzico di buona volontà riusciremo a portare a casa un buon risultato".
L'assessore Piazzai. "E' una materia complessa e ringrazio tutti quelli che in questi anni hanno studiato per cercare di risolvere i problemi. In questi 13 anni abbiamo fatto un danno alla comunità viterbese. Un danno notevole in termini ambientali. L'incontro politico si farà".
Il consiglio è sciolto.
ORE 18.45
Il presidente del Siit Graziotti: "Tengo a precisa che il Siit è una società che risponde alle regole del codice penale e civile. In questi 4 mesi mi sono trovato nella situazione che 4 consiglieri su 5 hanno dato le dimissioni dal cda. A gennaio del 2007 il Siit aveva un attivo, oggi ha crediti per oltre 5milioni di euro e debiti per circa due milioni. I crediti sono vantati nei confronti di comuni della provincia e di fuori provincia. Le banche ci hanno chiuso totalmente i rubinetti, siamo sopravvissuti solo grazie a una pressione sui debitori in cui Talete è il maggiore. Il Siit vanta un credito su Talete di oltre 4milioni di euro. I decreti ingiuntivi sono dovuti al fatto che per la nostra sopravvivenza e per pagare le spese vive dovevamo recuperare il credito. L'assemblea dei soci ha comunque deliberato di cedere le azioni a Talete. Al buio, senza sapere quanto vale Siit e quanto Talete, dei 18 sindaci nessuno è disponibile. Nei prossimi 15 giorni cederemo le quote e contemporaneamente cercheremo di stabile i rispettivi valori, tramite tribunale con perizia o meglio tramite accordo con Talete".
Il consigliere Santucci. "Il presidente di Talete aveva parlato di vendita di azioni a costo nominale".
Graziotti: "Il lodo Lupattelli prevede un passaggio di quote con fusione per incorporazione. Dice: per fare prima, cediamo le azioni per valore nominale poi Talete, sotto il controllo della Regione, stabilirà se le azioni valgono 3 milioni e 900 mila euro, valore attuale, oppure una cifra diversa".
Daniele: "Nel 2006 Talete avrebbe dovuto partire con la cessione di Robur, Cobalb e Siit. Cessione del servizio con tutti i beni, demaniali e pagati dai cittadini tramite tasse e fatture. Il Siit si è opposto, chiedendo 3 milioni di euro".
Graziotti: "Bisogna dire la verità. Gli impianti sono di proprietà e di proprietà dei Comuni resteranno. Stiamo parlando di una spa. Il decreto ingiuntivo è un atto dovuto. Non è vero che il Siit non vuole passare. E' Talete che non ha voluto".
Il consigliere Bengasi Battisti: "Mentre noi discutiamo, altrove stanno vendendo l'acqua. Non possiamo prescindere dal quadro nazionale. Vorrei ricordare che il compito di chi oggi rappresenta le varie realtà gestionali è di salvaguardre un principio che i sindaci e la Provincia all'unanimità hanno indicato: affidare in house a una società l'intero ciclo di gestione dell'acqua. Ognuno deve ricordarsi del mandato. Questo è il compito della politica: rappresentare la volontà della nostra comunità, che è salvaguardare la gestione pubblica dell'acqua. Il fallimento di Talete sarebbe il fallimento di questo principio. Solo il nostro Paese sta andando nella direzione opposta a quella del resto del mondo. L'informazione è imbavagliata. Le comunità vivono l'acqua come una presenza scontata. Prezzi troppo bassi non aiutano a far capire il valore del bene, che non è finito. Un euro è un metro cubo d'acqua, 10 quintali. Stiamo attenti a mandare certi messaggi sbagliati. L'acqua da bene pubblico in Italia sta diventanto proprietà privata. L'acqua è vita, è un diritto inviolabile per il soddisfacimento dei bisogni individuali e collettivi, è un diritto inalienabile e indivisibile. E' un bene esauribile. Deve essere pubblica ma non gratuita perché ognuno ne deve conoscere il valore. In Italia invece si sta procedendo verso la liberalizzazione, la privatizzazione. Sottopongo al consiglio una modifica e integrazione allo statuto provinciale sulla definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica. Modifica che sottoporrò a tutti i Comuni. Sarà anche la base per un eventuale ricorso alla Corte costituzionale."
Il consigliere Battistoni: "Per la prima volta oggi siamo entrati nel vivo dell'argomento. Noto con preoccupazione che man mano l'interesse sulle problematiche dell'acqua va scemando. La preoccupazione dovrebbe salire. Quando abbiamo chiesto questo consiglio non eravamo arrivati a questo punto. Nel frattempo sono sopraggiunte situazioni nuove. Caro Piazzai, qui i problemi sono molteplici. Siamo passati alle ultime notizie: il Monte dei Paschi non dà l'anticipazione a Talete perché non sono stati rispettati i passi previsti dalla delibera regionale. Nel bilancio di Talete si fa conto di 2.347.000 euro di entrate da somme che dovevano essere riaddebitate ai Comuni. Tra i Comuni, Acquapendete (304mila euro), Arlena 62 mila, Blera 97mila, Bomarzo 82mila, Canepina 45, Canino 60, Celleno 28, Civita Castellana 695mila, Viterbo 179mila etc... Solo il Comune di Viterbo ha messo in bilancio queste cifre. I motivi di preoccupazione sono molteplici, oltre alla delibera regionale che è nebulosa. Il Siit, insieme al Cobalb, era l'unica azienda che funzionava. Non so come avete fatto a firmare la delibera capestro della Regione. Non so come farete a rispettare quel percorso. Ha ragione il presidente del Siit che dice che l'assemblea dei soci vuole sapere quanto valgono. Non sono beni demaniali. Siamo a quattro mesi dalla elezioni, occorre fare un bilancio. La gran parte della responsabilità è politica, è dell'Ato. Lei e il presidente Mazzoli vi dovreste dimettere, c'è una responsabilità politica. Voi in questi quattro anni policaticamente che avete fatto? Se non avvengono queste dimissioni invito il consiglio a votare sull'operato dell'Ato fino a oggi, in modo che alzando la mano vediamo chi avalla questo Ato e chi no. Soltanto così si esce dallo stallo politico. Chiedo quindi formalemnte le dimissioni. E chiedo il voto di fiducia sull'operato dell'Ato".
Il consigliere Paolo Equitani. "Mi aspettavo il presidente Mazzoli, sono già due sedute che non viene. Dovevamo mettere i partiti intorno a un tavolo e ragionare, cosa che non è stata fatta e oggi ci troviamo in una situazione difficile e piena di rischi. Questa provincia non può rimanere senza un presidente. Non si può nemmeno condividere il catastrofismo di Battisti. Che l'acqua sia un bene da difendere va bene ma non esageriamo. Dobbiamo renderci conto che sono passati 13 anni e siamo stati capaci di costruire pochissimo. Nonostante i proclami siamo ancora a zero. Il problema non è tecnico ma politico. La gravità del problema sta nel fatto che ci sono oltre 30 comuni che non sono in regola con gli impianti di depurazione. Ci dobbiamo preoccupare dei nostri comportamenti e purtroppo sono tutti dietro le quinte. E' bene che ci si assuma le responsabilità. Vogliamo sapere politicamente cosa sta succedendo su questa vicenda. Non è uno scandolo se un privato vuole entrare. Ma certo che se succede dobbiamo ricominciare da capo. Quindi dobbiamo capire bene cosa fare, questa storia di rinvii non può andare avanti".
Il consigliere Camilli. "Io sono stato sempre contrario a Talete. L'acqua pubblica è populismo. Per me è motivo di orgoglio aver votato contro alla riunione del Cobalb e ho pure fatto ricorso in sede civile. Io contesto il sistema. Questa è un'azienda che produce debiti".
Il consigliere Santucci. "Per la prima volta c'è un dibattito non velato dalle ipocrisie. Siamo assolutamente per la conferma della gestione dell'acqua pubblica, per noi non esiste altra forma. Sarebbe un errore politico e gestionale tornare indietro. Vorrei che tutti i segretari di partiti lo dicano qui e fuori da qui. Il problema non che è l'Udc sta fuori dalla gestione e critica. Quello che è stato detto non è nuovo, era stato detto anche mesi fa. Non si possono ripianare a fine anno i debiti. I Comuni sono ancora fuori perché ne hanno convenienza e il problema non si risolve con le minacce di commissariamento. Camilli dal suo punto di vista ha ragione. Ma non è così che si costruisce una società. Sull'aumento delle tariffe bisogna che ci intendiamo. Su una cosa siamo tutti d'accordo: Talete così non va bene e le fatturazioni sono assurde. Il problema è politico. L'assemblea dei soci in 13 anni non ha risolto il problema. Si deve modificare lo schema di convenzione coi Comuni, altrimenti alle provinciali andrete da soli. Il sistema attuale non è economicamente né eticamente giusto. Alcuni Comuni non possono pagare i debiti degli altri. Le minacce di commissariamento non funzionano. Chiederemo la sospensione di ogni procedimento di commissariamento. Siamo a favore del processo di tariffazione unica, ma non nei tempi che vi siete dati voi. Va fatto un calcolo Comune per comune. Non mi dimentico del perché la Robur prima del Siit è passato a Talete. Mi auguro che si convochi il cda e i partiti per programmare una via d'uscita".
ORE 17.30
Al primo appello la seduta è valida.
Primo punto all'ordine del giorno: rettifica deliberazione di consiglio numero 17 del 29 marzo 2006.
Si vota: il consiglio approva all'unanimità.
Secondo punto: discussione sul servizio idrico provinciale Talete.
Relazione l'assessore all'Ambiente Tolmino Piazzai: "Ripercorrere tutta la storia del servizio idrico richiederebbe troppo tempo. In tutti questi anni abbiamo incontrato diverse difficoltà. Abbiamo avuto una normativa in continua evoluzione e oggi la Camera dei deputati discute il famoso decreto Ronchi-Fitto, ovvero l'ingresso dei privati nelle società pubbliche e in house. Abbiamo avuto cambi normativi e legislativi. Arriviamo all'inizio del 2009 con la richiesta alla Regione un aiuto per l'Ato, visto che i numeri e la densistà popolare faceva del nostro territorio un ambito debole. La Regione, anche per la tariffa unica, ha preso un impegno economico. Rispetto ad alcune decisioni ci sono stati passi in avanti. Da ultimo per avviare tutto il processo abbiamo preso decisioni per lo smaltimento delle procedure e per la correzione della tariffa. Io spero che i Comuni, quanto prima, procedano in quella direzione e rispetto alle situazioni economiche abbiamo concordato un meccanismo tra la Regione - Ato - Talete e il sistema bancario in cui sarebbero confluti circa 4 milioni di euro per farsì che la società disponesse di liquidità. In ultimo c'è stata la vicenda del Siit, che aveva fatto ricorso con decreto ingiuntivo e nell'assemblea del Siit si è deliberato un atto che dovrebbe andare in contro a quelle risposte che il sistema bancario e la Regione attendono. I tempi ormai sono strettissimi, abbiamo un sistema che ha necessità di risorse economiche, le sigle devono quindi rispettare gli impegni assunti nella conferenza dei sindaci, pena il fallimento della società. Ritengo che ci siano le condizioni per arrivare al traguardo, lo stesso che abbiamo inseguito per 13 anni. Ieri mattina ero a Marina Velka a un'assemblea di cittadini dove si reclamavano interventi per sistemare la depurazione, le risorse sono largamente insufficienti perché scontano i minori interventi. L'ultima deroga per gli impianti di depurazione è scaduta nel 2005 e ricordo che abbiamo altri problemi come quello dell'arsenico".
L'ingegner Daniele dell'Ato. "Abbiamo definito un sistema tariffario che permette di gestire gli equilibri di bilancio. E' stata firmata la convenzione tra Regione e Università di Roma per l'avvio del nuovo sistema acquedottistico viterbese. Talete ha fatto ricorso alle richieste del Siit, perché la situazione è paradossale. Siit ha da sempre reagito all'unificazione con giustificazioni ogni volta diverse che distolgono dal progetto determinato. Mi risulta che c'è stata un'assemblea dei soci del Siit a cui non mi è stata data la possibilità di partecipare. Da questa assemblea mi risulta che è stato deciso di avviare un processo negoziale tra Siit e Talete. Quando vedremo in sostanza di cosa si tratta potremo decidere".
Roberto Corbo presidente di Talete. "Oggi abbiamo una situazione che vede una stabilità economica garantita, abbiamo in parte rimosso le cause del deficit finanziario. Ora se è vero che è stato fissato un libello di equilibrio rimangono tutte le criticità finanziarie che la società negli anni ha accumulato. Il fatto che non si sia aggravato è un buon risultato. Questo deficit fonda le proprie radici in un disegno fallace che ha fatto partire il servizio e dopo anni non abbiamo ancora il soggetto gestore. Il riconoscimento dell'Ato debole era quindi l'unico in grado di risolvere strutturalmente il deficit. Su questo finanziamento si è articolato tutto il programma su cui sta lavorando il cda. L'auspicio è che rispetto alla prima trance del finanziamento vi possa essere un'anticipazione bancaria di altri 3 milioni di euro. Avremmo così una cifra significativa per lo star up aziendale. La società è pronta per ricevere l'ingresso di altri comuni, è del tutto evidente che la tempistica deve essere rigorosamente contestualizzata per non appesantire la società. La società ha un fabbisogno finanziario di poco più di 2 milioni, quello di medio periodo è di altra consistenza. Oggi possiamo dire che attraverso questi passi decisi verso la riunificazione del servizio, con finanziamento regionale e anticipazione bancaria, questa società potrà guardare con maggiore serenità al futuro. Con il sostegno di tutti si può fare di più e meglio. Credo che l'azienda abbia applicato tutta una serie di provvedimenti, al di là di alcuni effetti che questo combinato disposto di più cose nuove i numeri danno ragione. Ci sono state drammatizzazioni eccessive".
Il consigliere Santucci. "Vorrei chiedere spiegazioni sulla composizione della tariffa, tutti lamentano una cifra eccessiva, e se nel passaggio tra Siit e Talete è prevista la fusione per incorporazione".
Il presidente Corbo. "Dipende dai Comuni. C'è stato un incremento determinato dalla tariffazione in valore assoluto e da una diversa articolazione delle fasce. Ritengo però che questi effetti siano stati gestiti dalla società in maniera efficiente. Per quanto rigarda il Siit abbiamo un atto che ci descrive i passaggi della fusione per incorporazione. Il professor Lupattelli ha proposto la vendida per poi addivenire alla fusione".
Pierangeli del Colbab. "La nostra ssemblea ha deliberato la cessione delle quote a Talete. A questo punto è importante arrivare a una decisione e faccio appello a tutti. Un occhio di riguardo quindi al lago di Bolsena che ha un'economia che va salvaguardata".