

Si spacciano per poliziotti e rapinano commerciante cinese sul treno Parigi-Roma: due extracomunicati finiscono in manette.
I fatti. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Civita Castellana, ieri mattina, hanno arrestato un cittadino kosovaro e uno marocchino con l’accusa di rapina in concorso.
Singolari la dinamica e i contenuti dei fatti che hanno determinato l’attività di polizia.
Infatti, alle 10.30 circa, il treno proveniente da Parigi con destinazione Roma, poco dopo aver superato la stazione di Gallese Scalo, in aperta campagna, è stato fermato tramite l’azionamento del freno di emergenza.
La circostanza ha subito attirato l’attenzione di molti, tra cui un carabiniere che transitava nella zona, libero dal servizio, a cui, inoltre, non è sfuggito il repentino allontanarsi dal convoglio di due uomini.
Dopo aver dato l’allarme, richiedendo l’intervento dei colleghi in servizio, il militareha quindi raggiunto i due cercando di ottenere spiegazioni in merito a quanto accaduto, ottenendo per tutta risposta delle minacce ed un tentativo di sottrarsi al controllo, finito male una volta arrivati sul posto i rinforzi, che li hanno bloccati ed accompagnati presso la caserma della Compagnia di carabinieri di Civita Castellana.
I due, al fine di giustificare la situazione, hanno riferito di aver abbandonato il treno poiché sprovvisti di biglietto, anche se i precedenti emersi a loro carico dall’interrogazione della Banca dati diceva ben altro e cioè che erano due complici dediti in particolare a furti e rapine ai danni di viaggiatori.
Il riscontro di tale versione è stato ben diverso, in quanto, presi contatti con il personale del treno, che nel frattempo aveva ripreso la propria marcia, è emerso che a bordo un commerciante cinese era stato rapinato di una cospicua somma in contanti da due individui, che poi hanno tirato il freno di emergenza per abbandonare il convoglio.
Alla luce di ciò, i fermati sono stati perquisiti ma con esito negativo circa la presenza del denaro.
Quindi le indagini si sono concentrate su due fronti: l’esigenza di avere la presenza della vittima (che nel frattempo aveva proseguito il proprio viaggio verso la Calabria dove svolge la propria attività) per una chiara ricostruzione dei fatti e le ricerche della refurtiva di cui i malviventi si erano sicuramente disfatti prima dell’intervento dei carabinieri.
Setacciando la zona nei pressi della linea ferroviaria ed in particolare un fienile sono stati rinvenuti, ben nascosti, più di 5mila euro contenuti all’interno di un paio di guanti, mentre grazie alla fattiva collaborazione delle ferrovie dello stato, il commerciante cinese è stato intercettato all’altezza di Napoli ed invitato a portarsi presso la Compagnia civitonica, per le incombenze di legge.
Giunto in caserma, il commerciante durante la denuncia, a particolari che oramai avevano solo l’esigenza di una conferma, ne ha aggiunto altri che hanno sorpreso gli stessi inquirenti e cioè che i rapinatori, per accedere alla cuccetta della vittima, si sono qualificati come appartenenti alle forze di polizia e di dover procedere ad un controllo e ad una perquisizione nei suoi confronti, dopodichè lo hanno aggredito e gli hanno sottratto il denaro, dandosi alla fuga.
Chiariti i fatti, per i responsabili sono scattate le manette e sono stati tradotto pressi il carcere di Viterbo, dove permarranno a disposizione dell’A. G. fino al processo, mentre la refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario, felice per il positivo esito della vicenda, nella sua dinamica alquanto assurda e cruenta al tempo stesso.