ANNO 27 n° 270
Siit, Gianfranco Graziotti (Fi) e Severo Bruno (Pd) al timone verso Talete

Dopo le dimissioni del presidente del Siit Roberto Valentini, ancora colpi di scena sulla vicenda dell'acqua pubblica.

Insieme a Valentini, infatti, si è dimesso anche Arduino Arcangeli ma non Cascianelli. Le mancate dimissioni della totalità del consiglio di amministrazione non hanno perciò reso possibile l'azzeramento del consiglio stesso che avrebbe portato dritti dritti alla nomina di un commissario liquidatore che avrebbe portato il Siit in Talete.

Ci si è trovati così nella condizione di sostiuire i due membri dimissionari (Valentini e Arcangeli, appunto). I due cooptati sono stati Gianfranco Graziotti in quota Forza Italia e Severo Bruno in quota Pd.

La cooptazione dei due esponenti del consiglio di amministrazione ha dato luogo, almeno nell'occasione, ad una maggioranza inedita formata da Forza Italia, Partito Democratico e Udc il cui via libera è stato dato da Gianmaria Santucci.

Ma oltre ad essere una maggiornaza "inedita" l'accordo ha rappresentato un'altra occasione di scontro tutto interno al Pdl.

Da una parte Giulio Marini che si è schierato sempre a favore dell'acqua pubblica con il progetto della Talete, dall'altra Maria Gabriela Grassini che vede la Talete come il diavolo e l'acqua santa.

Alla fine l'ha spuntata ancora una volta Marini che, mettendo Gianfranco Graziotti, ha scongiurato, come già avvenuto in passato, che con un altro rappresentante proposto dalla Grassini e dalla cordata anti Talete, il gestore dell'acqua pubblica fosse definitivamente affossato dalla richiesta dei famosi 3milioni di euro di debiti dovuti al Siit.

Compiuto quindi questo passaggio istituzionale, al nuovo consiglio di amministrazione spetterà il difficile compito di traghettare il Siit in Talete e superare la frammentazione delle sigle per arrivare ad un progetto comune, ma soprattutto a sbloccare i fondi che serviranno per rivitalizzare tutto il servizio idrico della provincia.

Nei vertici provinciali del Pd, tra l'altro, si fa notare che la scelta di Severo Bruno, al di là della "casacca partitica" è stata ispirata proprio alla competenza del professionista per gestire un passaggio così difficile e delicato.

Un'ultima annotazione. In un periodo dove la politica (quella con la P maiuscola) sembra essere sparita dalla quotidianità, l'intesa raggiunta tra Giulio Marini, Angelo Allegrini e Gianmaria Santucci ha avuto il merito, almeno in questo caso, di ridarle dignità.

Le distanze sul piano politico sicuramente rimangono tutte e intatte, ma un accordo che renda partecipi partiti, uomini e storie così diverse tra loro per un progetto comune, per il bene comune, probabilmente riconcilia con la Politica.




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