

VITERBO – Sette anni più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa la sentenza dei giudici della quarta sezione del tribunale di Milano inflitta a Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile.
I magistrati, presieduti da Giulia Turri, si erano riuniti alle 9.45 in camera di consiglio per decidere il verdetto del processo Ruby. In aula il Cavaliere non era presente, mentre c'erano entrambi i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Poco prima della sentenza è arrivata al palazzo di giustizia l' esponente del Pdl Daniela Santanché: “Se Berlusconi viene assolto finalmente si fa un po’ di giustizia”.
A rappresentare l'accusa il pm Antonio Sangermano e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Assente il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che aveva programmato un periodo di ferie. Il procuratore capo, che nella prima udienza del 6 aprile 2011 era venuto in aula per esprimere la condivisione dell'ufficio con il lavoro dei due pm, aveva già previsto di essere presente il giorno del verdetto. Mancando la Boccassini, anziché presentarsi in abiti civili come al solito ha messo la toga. Lo scorso 13 maggio il pm Ilda Boccassini nella sua requisitoria ha chiesto per l'ex presidente del Consiglio e leader del Pdl una condanna a 6 anni e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Come previsto decine di giornalisti, fotografi e troupe televisive si sono radunati, dalle prime ore della mattinata, davanti a Palazzo di Giustizia. Tra loro diversi corrispondenti e inviati di testate e televisioni straniere, come Al Jazeera e Cnn, ma anche tv danesi, tedesche e giapponesi, oltre a prestigiosi quotidiani inglesi come Guardian e Daily Mail.
E' apparso anche un gruppetto di dimostranti pro-Boccassini, con cartelli «Giustizia, legalità e dignità» e «Ilda non te ne andare» (riferiti alla possibilità di un trasferimento a Firenze). Due sostenitrici di Silvio Berlusconi si sono presentate per manifestare il loro sostegno all''ex premier: una di loro si è avvolta in una bandiera di Forza Italia. “Si tratta di un processo fasullo - ha spiegato - ed è giusto che Berlusconi non sia perseguitato dalla giustizia”.
All'inizio dell'udienza, durata pochi minuti, il presidente del collegio Turri ha consegnato al pm e alla difesa di Berlusconi un esposto presentato ai carabinieri di Montagnana, in provincia di Padova. A quanto si è appreso, nella missiva un cittadino del paese dice di aver conosciuto Ruby nella primavera del 2010 e che la ragazza gli disse, in quell'occasione, che il 14 febbraio dello stesso anno aveva incontrato Silvio Berlusconi. Subito dopo l'avvocato Niccolò Ghedini ha preso la parola, e ha depositato un breve documento per commentare “la poderosa memoria” depositata dai pm, un commento di poche pagine sulla deposizione del 17 maggio scorso di Karima El Mahorug al processo parallelo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, di cui sono stati acquisiti i verbali. La ragazza marocchina aveva sostenuto di non essere mai stata una prostituta e aveva definito “cavolate” i suoi precedenti racconti sui milioni che avrebbe dovuto ricevere da Berlusconi. «Visto che il tribunale ha deciso - ha spiegato Ghedini - di annettere i verbali resi da Karima, abbiamo deciso per una breve memoria di commento alle sue dichiarazioni
Ghedini, stando a quanto riporta il Corriere.it, ha consegnato anche la “documentazione che riguarda la sentenza di Trani e la giurisprudenza di cui abbiamo parlato la scorsa volta”. Tutti questi documenti erano già stati fatti pervenire al procuratore Edmondo Bruti Liberati, che oggi in aula sostituisce il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e al sostituto Antonio Sangermano. Il pm Sangermano, per l'accusa, ha rinunciato alle repliche e i giudici hanno dichiarato chiuso il dibattimento. Il collegio presieduto da Giulia Turri si è quindi ritirato in camera di consiglio per emettere la sentenza.