ANNO 27 n° 266
Simonetta Gagliano presenta la sua Resurrezione di Cristo

SANT'ANGELO DI ROCCALVECCE - Ieri pomeriggio alle ore 16, l'artista romana Simonetta Gagliano è stata invitata dal diacono locale, Don Antonio Fagotto, nella chiesa della piccola frazione viterbese per incontrare la comunità e per commentare la tela che ha donato alla parrocchia. Hanno partecipato all'evento, oltre ai fedeli e al diacono, anche la Corale di Graffignano e l'architetto Rossi che ha incorniciato la tela sopra l'altare. Attraverso questa tela, l'antichissima chiesa di S. Angelo, che il diacono sta ristrutturando con impegno ed amore, sembra avere una luce nuova e intensissima.

A novembre, quando il cardinal Marchisano era giunto a Sant'Angelo per consacrare il nuovo altare e scoprire lo slpendidio quadro rappresentante la Resurrezione di Cristo, purtroppo l'artista, a causa di un ricovero in ospedale, non potè incontrare nè il cardinale nè la comunità locale per condividere insieme a loro quel grande evento.

La Gagliano, docente presso la Libera Academia di Belle Arti RUFA di Roma, ieri ha commentato la sua "Resurrezione di Nostro Signore", spiegando come attraverso uno stile pittorico futuristico sia riuscita a rappresentare il Cristo prendendo spunto da un pittore del XVIII secolo tanto amato da papa Giovanni Paolo II, Antonio Longo.

"Ho voluto rappresentare - ha sostenuto l'artista - il Cristo Uomo che trionfa sulla morte facendosi di nuovo vita. L'immagine del Cristo così vigorosa e luminosa sembra che ci venga incontro grazie ad un susseguirsi di piani pittorici che creano un dinamismo vorticoso, segno del nostro tempo frenetico e violento. I quattro colori del mondo, e cioè dell'aria, della terra, dell'acqua e del fuoco rappresentano la vita che trionfa e il mondo che viene creato di nuovo dal Signore, attraverso la sua Resurrezione ".

"Ogni uomo - ha aggiunto - la Gagliano è come Cristo, perchè fatto a sua immagine e somiglianza e quindi ognuno di noi è destinato alla vita eterna e a trionfare sul tempo e sulla morte. Il senso di tutto questo sta in quel frammento compositivo svettante sulla sommità della superficie pittorica del quadro e rappresentante la croce che emana una luce di Resurrezione per tutta l'umanità. In quella croce che domina sul mondo si nascondono il senso e la salvezza della vita umana".

L'artista, inoltre ha voluto rappresentare il legame indissolubile tra il creatore e le sue careature e il grande valore della vita, attraverso le sue emozioni, trasferendo così sulla tela la propria dimensione interiore.

"Mi è davvero dispiaciuto - ha infine sostenuto - non essere stata presente con tutti voi il giorno che venne qui il cardinal Marchisano ma purtroppo un ricovero in ospedale me lo ha impedito. Anche questa tela, voglia essere un dono e un grazie a Giovanni Paolo II, grande amico di Marchisano e uomo che come Cristo ha cambiato il mondo e vinto la morte."

Emiliano Macchioni




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