

Riceviamo e pubblichiamo:
Appare opportuno e utile intervenire a seguito delle dichiarazioni di alcuni esponenti del PD che hanno espresso valutazioni sull'esito delle elezioni regionale e provinciale.
Se non altro per cogliere l'occasione di sottolienare il buon risultato di una coalizione – quella che ha proposto per la presidenza il prof. Raffaele Saladino – che è stata penalizzata da una serie di fattori e che invece ha saputo raccogliere consensi importanti nel territorio.
Risultato che è stato possibile anche perché è stato proposto un programma che si è soffermato molto sull'innovazione e sulle nuove opportunità della green economy. Una scelta di campo netta, come quella sulla legalità e la trasparenza. Un programma e la stessa figura di Saladino, la sua personalità e autorevolezza, che hanno fatto breccia in tutti coloro che hanno avuto la possibilità di incontrarci.
Non molti purtroppo; conseguenza di una campagna contrassegnata dal tempo (ridotto) e dalle risorse limitate a fronte di una imponente (e arrogante e prepotente) invadenza dei partriti maggiori. Arroganza che permane nelle ultime dichiarazioni del PD, che disconoscono la sconfitta tentando di mascherarla dietro valutazioni parziali e irragionevoli.
Il centro sinistra difeso da Allegrini, perde nei propri feudi; rinnega e affossa una esperienza amministrativa – quella di Mazzoli - che avrebbe dovuto rivendicare e così facendo conferma la propria incapacità di presentarsi come riferimento autorevole e coeso. Impone una visione maschilista della politica candidando tre uomini alla Regione e provocando di fatto l'esclusione di donne dal consiglio provinciale, nel quale si impone invece la figura di Carai. Un gruppo dirigente - quello del PD – che non può permettersi di addossare ad altri la responsabilità della incapacità di indivuare strategie e candidati.
Rimane la considerazione che dove la sinistra imita la destra, alla fine perde e perde male. Il PD – conferma Maltese in un suo editoriale – sconta la presuntuosa pochezza dei suoi strateghi, l'incapacità di sentire il sentimento popolare e di costruire una vera alternativa. L'ipotesi di alleanza con l'UDC nella Tuscia – come condizione per la vittoria, senza considerare l'ambiguità della posizione di Gigli e soci - è una rivedicazione assurda e antistorica.
Il centro sinistra vince dove costruisce un nuovo linguaggio ed un nuovo paradigma di governo senza rincorrere i voti ma costruendo consenso.
Questo è l'obiettivo di Sinistra Ecologia Libertà, in Puglia come nella Tuscia, anche attraverso la creazione a Viterbo delle “Fabbriche di Nichi”.
Umberto Cinalli
Portavoce Sinistra Ecologia Libertà della Tuscia