

VITERBO - Puntava i negozi e studiava psicologicamente le vittime, poi metteva in scena colpi di teatro e approfittando del disorientamento dei commessi fingeva di chiamare al cellulare il titolare con tono confidenziale ed amichevole.
Era il raggiro e la messa in scena del 39enne viterbese arrestato dai carabinieri a Roma. L'uomo avrebbe commesso circa 200 truffe, molte a Roma anche in negozi del centro storico della Capitale.
Dopo aver rilasciato una falsa ricevuta per la commissione di alcuni lavori eseguiti e aver riscosso il debito fantasma, il truffatore si allontanava salutando cordialmente i commessi.
Proprio dalle descrizioni fornite dalle vittime e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza dei negozi, i carabinieri della Compagnia Roma Parioli sono riusciti a ricostruire gli episodi e tracciare un identikit del 39enne.
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere per truffa aggravata, è stata notificata direttamente presso il carcere di Viterbo, dove l'uomo era per altri reati. Il truffatore, che aveva dei trascorsi come calciatore a livello amatoriale nelle giovanili della Lazio, da tre anni aveva ricevuto un foglio di via con divieto di ritorno a Roma per truffe commesse dal '99.
Da aprile all’ottobre scorso gli sono stati contestati 17 raggiri.