ANNO 27 n° 268
Solidarietà del presidente della Provincia Meroi al giornalista Sallusti
01/12/2012 - 19:09

Riceviamo e pubblichiamo

VITERBO - L'Italia da culla del diritto ad unico Paese al mondo nel quale si viene arrestati per aver neanche scritto, ma solo non controllato, il contenuto di un articolo.

Una barbarie giuridica, ma soprattutto logica, che dimostra la deriva in cui siamo precipitati. Alessandro Sallusti può certo essere considerato da molti personaggio antipatico, politicamente scorretto, se ne possono condividere o meno idee e scelte giornalistiche. Ma è un direttore di un giornale libero che, al pari di tutti gli organi di informazione, in uno Stato realmente democratico e per reati connessi alla diffamazione, avrebbe dovuto subire sanzioni pecuniarie e condanne processuali, ma mai sarebbe dovuto finire in carcere. E nessuno affermi che se al suo posto fosse stato prelevato nella redazione del suo giornale un altro direttore, magari del Corriere della Sera o di Repubblica, o giornalisti in prima linea come Santoro o Travaglio, oggi non assisteremmo a cortei, manifestazioni, appelli di politici ed intellettuali. Ma sarebbe assurdo e disonesto plaudire o indignarsi a seconda del soggetto colpito dal provvedimento giudiziario, così come sarebbe altrettanto ingiusto cercare ora di trovare soluzioni di compromesso.

In questa occasione troppi hanno sbagliato, ma ha fallito ancora una volta la politica, quella che ormai da troppo tempo non ha la P maiuscola. Ora assistiamo a pietose dichiarazioni di falsa solidarietà di molti personaggi, di tutti gli schieramenti, tra cui rappresentanti delle istituzioni e parlamentari.

Ma sono proprio questi ultimi che hanno tradito il mandato affidatogli che è anche quello di legiferare e produrre norme che, laddove assenti, portano alla riduzione degli spazi di libertà in questa ormai sempre più screditata Italia. L'arresto del direttore del Giornale è certamente la pagina più triste vissuta dalla informazione nazionale, ma è anche la dimostrazione di un parlamento incapace di assumere scelte di principio, di alzare la testa e svolgere correttamente il proprio compito.

Davanti a questa vergogna oggi non devono sentirsi sconfitti o amareggiati solo gli uomini di 'destra', ma tutti coloro che, indipendentemente dalle proprie posizioni politiche o ideologiche, credono ancora ad un Paese veramente libero in cui l'informazione, con tutte le criticità e le deviazioni che le vanno oggettivamente addebitate, non può comunque subire scellerate scelte lesive della libertà e dei diritti fondamentali, in un paese che abbia ancora la voglia di definirsi civile.

Marcello Meroi - Presidente della Provincia




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