ANNO 27 n° 263
''Solidarietà e stima
per Mario Mancini''
Il rammarico di Legambiente per lo sfratto dell'eremo di Sant'Antonio
09/08/2012 - 15:20

VITERBO- ''Non è opportuno entrare nel merito di una questione privata come quella dello sfratto dell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana, ma possiamo testimoniare un sentimento di sincera stima per Mario Mancini e il rammarico di aver perduto un punto di riferimento nella storia dell’Area protetta dell’Arcionello''.

Con queste parole si apre la lettera scritta da Pieranna Falasca e Umberto Cinalli di Legambiente a commento dello sfratto dell'ex convento della Palanzana che è stato eseguito ieri.

''Nelle storie che si intrecciano in una città spesso distratta - continuano nella nota -, quella di Mario è solo in superficie marginale. Passione e professione coincidenti nella geologia, consacrato alla preghiera e alla cura di un luogo prezioso e affascinante, nel corso degli anni e in lunghe passeggiate ci ha descritto e illustrato tante volte la storia di un Eremo che la Prof.ssa Tommasa Alfieri ha voluto fortemente dedicato alla meditazione, aperto al territorio, custode dei luoghi, della spiritualità e della storia. Un luogo che gli era stato affidato per questo.

Per il Comitato per l’Arcionello, nei cinque anni di lotta per la salvaguardia della valle, è stato disponibile, leale, premuroso. Ci ha aperto le porte offrendo ospitalità e suggerendo rispetto.

''Si intratteneva, durante iniziative tra le quali numerose edizioni di Puliamo il Mondo, spronandoci a continuare. E’ anche merito della sua disponibilità se ad oggi siamo riusciti a evitare una grande speculazione edilizia, l’ennesima di una città nella quale al grigio naturale del peperino si sovrappone il grigio triste di insensato cemento''.

Le volontà dei cittadini che volevano salvaguardare la valle coincideva con il mandato interiore di Mario, che voleva così esplicitare il carisma della fondatrice e benefattrice''.

''E’ vero quindi - concludono i rappresentanti per Legambiente Viterbo - che la questione è privata e che non è plausibile intervenire nel merito, ma questo avvenimento è doloroso, umanamente e culturalmente. Lo è per Mario e per la comunità che in questi anni si è presa cura dell’Eremo ma lo è anche per Viterbo''.

 

 




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