ANNO 27 n° 272
Sorvegliati dal "Grande fratello"

VITERBO - Stamattina alle ore 12, presso la Sala consiliare di Palazzo Priori, si è tenuta la conferenza stampa sul Piano Sicurezza, presieduta dal sindaco Marini, dall'assessore  Zucchi e dal consigliere Peruzzi. Presenti anche il capitano della Polizia Municpale di Viterbo e il professor Mattioli, docente di Sociologia presso la facoltà di Scienze politiche della Sapienza.

L'Amministrazione comunale, attraverso la sinergia con Università e forze dell'ordine locali, ha presentato il progetto sulla sicurezza della città di Viterbo da sottoporre al vaglio della Regione Lazio.

"Oggi la realtà di Viterbo - spiega il sindaco Marini - desta maggiore attenzione di prima grazie alla prossima realizzazione dell'aeroporto che ha contribuito a dare maggiore visibilità alla nostra città." "Oggi - aggiunge - Marini - siamo una città a cui guarda l'Europa e la cabina di regia che si terrà il 23 ottobre per la messa in piedi del nuovo scalo, fa di Viterbo una città più vicina all'interesse della politica nazionale ed europea. Per questo, aumentando l'importanza della città, è necessario anche potenziare la sicurezza".

Ecco perchè il Comune ha presentato alla Regione un programma che mira a migliorare la vita dei viterbesi e quindi il livello di sicurezza del capoluogo. Questo in sintesi l'intervento del consigliere comunale Peruzzi, che ha parlato di piano ambizioso perchè il progetto riguarda non solo una sicurezza da garantire in maniera passiva attraverso l'uso di telecamere ma una sicurezza integrata con la collaborazione tra forze dell'ordine, tecnologia e cittadini.

Il programma si divide in due parti, che presuppongono due azioni: la prevenzione e la repressione di ogni atto di violenza, sia nel centro storico che in periferia. Il primo punto del piano è stato chiamato: "Città sicura e sodale" e ha come obiettivo quello di formare nei viterbesi maggiore consapevolezza e responsabiltà, nel senso di collaborare insieme per farsi soggetti attivi della propria sicurezza.

Il secondo punto è stato denominato: "Vedetta civica" e riguarda l'uso di 26 telecamere posizionate sia all'interno del centro storico sia nei quartieri più periferici, che negli ultimi tempi hanno registrato un più alto tasso di violenza sopratttutto tra  giovani e giovanissimi.

"Tutti i quartieri di Viterbo - sostiene infatti Peruzzi - saranno sorvegliati con delle telecamere, ma oltre a queste serve la presenza sul posto delle forze dell'ordine, la consapevolezza civica e lo sforzo economico del Comune che ha già pronti i fondi per realizzare il progetto insieme alla Regione"

Fondamentale l'intervento del prof. Mattioli. Il docente ha ringraziato il Comune di Viterbo per averlo chiamato in causa e per aver cercato un dialogo con scuole e Università.

"I dati dell'Osservatorio regionale della sicurezza - sostiene Mattioli - hanno dimostrato come Viterbo negli ultimi anni sia diventata una delle città con i pù alti tassi di delittuosità. Questo provoca un allarme sociale nei cittadini che hanno sempre più paura di vivere in quella che non è più un'isola felice. "Il cittadino viterbese - aggiunge il professore - non è abituato a convivere con il rischio e quindi ha più paura".

Mattioli ha inoltre presentato le strategie del piano sulla sicurezza, ossia l'apertura di uno sportello attivo che funga anche da osservatorio cittadino. Una sorta di ufficio che dialoghi con la gente analizzando le sue paure e i suoi atteggiamenti  e che riesca soprattutto a formare una consapevolezza civica tale da rendere la comunità stessa il vero soggetto attivo.

I cinque punti fondamentali per la sicurezza urbana sono questi, secondo il docente viterbese: prevenzione, miglioramento della qualità della vita sociale, ascolto da parte dell'Ente locale che deve apprendere i bisogni dei cittadini, coesione sociale ed infine un sistema di controllo tra comunità e forze dell'ordine in grado di scoraggiare l'attività criminale.

"I cittadini - conclude Mattioli - devono riprendersi la città con le scuole che devono coinvolgere i giovani in una campagna contro ogni forma di violenza, dal razzismo al vandalismo sempre più frequenti nel capoluogo della Tuscia".

Infine è intervenuto il capitano della Polizia municipale, il quale ha presentato gli aspetti tecnici del piano sicurezza. "Vedetta civica - ha dichiarato il capitano - vuol dire collaborazione tra forze dell'ordine e tecnologia, attraverso 26 telecamere posizionate in diversi punti della città tutelando la privacy del cittadino".

Il costo del progetto si aggira intorno ai 293 mila euro, il 66% dei quali verrà finanziato dalla Regione.

Si tratta certamente di un progetto ambizioso che ha una valenza di tipo permanente e che farà di Viterbo una città più responsabile, più compatta e sicura, soprattutto in vista della prossima realizzazione dell'aeroporto.




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