ANNO 27 n° 269
Stupro di Capodanno - I sospetti puntati su un giovane romano

VITERBO  – Si è ristretta a un gruppetto di partecipanti alla festa di Capodanno, e  in particolare su un giovane di Roma, l’attenzione degli investigatori incaricati delle indagini sulla violenza sessuale che una ragazza romana di 24 anni sostiene di aver subito nel castello Costaguti di Roccalvecce.  Al momento, tuttavia, nessun nome è stato iscritto nel registro degli indagati e il fascicolo aperto dal pm Stefano D’Arma, titolare dell’inchiesta, resta contro ignoti.

La giovane, anch’ella residente a Roma, neolaureata, 24 anni, ieri è stata ascoltata a lungo dal dirigente della Squadra Mobile Fabio Zampaglione, in trasferta a Roma, avrebbe ribadito di ricordare solo dei flash di quanto sarebbe avvenuto la notte di San Silvestro in una stanza appartata del castello. Cioè che qualcuno, approfittando del suo stato di semi incoscienza, causato dalla grossa quantità di alcolici ingerita, avrebbe abusato di lei. Tuttavia non ci sarebbe stata penetrazione. Un particolare  quest’ultimo che, se confermato, non attenuerebbe la responsabilità dell’autore o degli autori dell’abuso. La ragazza ha anche confermato che il sospetto di essere stata violentata le è venuto solo il pomeriggio del primo gennaio quando, ripresasi dalla sbronza, ha notato delle macchie sui suoi indumenti intimi. Macchie che collegate ai ricordi annebbiati, l’hanno spinta a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Roma per eseguire degli accertamenti.

La polizia ha così acquisito gli indumenti della giovane, che attualmente vengono sottoposti ad accertamenti tecnico-scientifici in un laboratorio specializzato. Questa mattina, inoltre, sono stati inviati alla polizia scientifica di Roma altri reperti, compresi due cuscini che si trovavano sul divano in cui sarebbe avvenuta la violenza, per essere esaminati.

Gli investigatori sono anche in attesa di conoscere l’esito degli esami tossicologici eseguiti alla giovane dai medici del Sant’Andrea, i quali chiariranno se le siano state somministrate sostanze stupefacenti e, in particolare, la cosiddetta “droga dello stupro”, una sostanza incolore, inodore e insapore rivelabile solo con un apposito esame.

Infine,  è trapelato che la ragazza si era aggregata all’ultimo momento al gruppo di rampolli di facoltose famiglie romane, molte delle quali nobili, che hanno partecipato alla festa.

Oltre alla giovane,  ieri sono stati interrogati altri tre giovani presenti nel castello,  tra i quali dall’organizzatore della serata, Giovangiorgio Afan de Rivera Costaguti, figlio del proprietario dell’antico maniero.




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