ANNO 27 n° 269
Stupro di Montalto: un altro rinvio per l'udienza preliminare

MONTALTO DOI CASTRO - Nuovo rinvio per l'udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale dei minori di Roma per gli otto ragazzi di Montalto di Castro accusati di stupro di gruppo ai danni di una loro coetanea di Tarquinia, avvenuto la notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007.

Come accaduto lo scorso luglio, anche stamani un vizio di notifica lamentato da due avvocati della difesa ed il legittimo impedimento di un terzo, malato, ha fatto slittare l'udienza al 21 dicembre.

"La ragazza è disperata - ha commentato la consigliera di parità Daniela Bizzarri, presente stamani in tribunale - è già la seconda volta che viene utilizzato il legittimo impedimento per evitare di procedere. Gli imputati sono otto, gli avvocati sono altrettanti, se si continua in questo modo si rischia di rinviare l'udienza per 16 volte. Mi rifiuto di pensare che possa succedere una cosa del genere, che si possa far star male una ragazza in questo modo".

"Nell'aula di tribunale, inoltre, è presente solo l'avvocato della giovane, dal momento che la madre della ragazza, da quando quest'ultima è diventata maggiorenne, non può più entrare - ha aggiunto la consigliera - così noi siamo costrette ad aspettare fuori senza sapere cosa stia succendo ed ogni volta, alla fine, abbiamo questa amara sorpresa".

Gli indagati, durante la precedente udienza preliminare, nel maggio del 2009, ottennero la cosiddetta 'messa in prova', un beneficio che prevede la sospensione del processo e l'affidamento dei minori ai servizi sociali dell'amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei loro confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Alla fine del periodo, in questo caso fissato in 28 mesi, se l'esito viene giudicato positivo, il reato viene dichiarato estinto. La Corte di Cassazione, però, accolse il ricorso della procura generale contro il beneficio, riaprendo il procedimento a loro carico, che deve ripartire dall'udienza preliminare. A sollecitare l'intervento della procura generale era stato l'avvocato della famiglia della ragazza a seguito della trasmissione televisiva 'Domenica 5' del 25 ottobre 2009, durante la quale un gruppo di compaesani degli imputati li difesero insultando pesantemente la vittima. Il genitore di uno degli indagati, davanti alle telecamere, arrivò a definire il gesto del figlio "solo una ragazzata". Il legale segnalò che il clima di solidarietà verso gli stupratori non era idoneo a favorir e il loro ravvedimento.




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