

E’ stato un incontro molto partecipato, quello di ieri pomeriggio, domenica 3 maggio, al Museo Colle del Duomo, in occasione della presentazione del volume “Santa Rosa da Viterbo, Storia, Culto, Tradizione”, realizzato da ArcheoAres S.n.c. – Servizi per i Beni Culturali con il patrocinio del Sodalizio Facchini di S. Rosa.
Proporre un libro sulla piccola Santa viterbese, è interessante sia per chi ha fede, sia per chi è incuriosito dalla vita di una ragazza semplice, che nel corso della sua breve vita ha scritto un’importante pagina della storia di Viterbo e che ogni anno si ricorda con lo splendido trasporto della sera del 3 settembre.
Questo è stato l’intento dei tre autori, Gianpaolo Serone, Bruno Blanco e Francesco Aliperti, ricostruire la storia il culto e la tradizione che ruota intorno a Santa Rosa, e raccontarli in modo esaustivo ma accessibile a tutti, in modo tale da dare un quadro generale degli avvenimenti legati alla Santa, trattando non solo la vita e tutto ciò che riguarda l’aspetto religioso, ma anche analizzando la tradizione del trasporto della Macchina nei secoli ed il suo sviluppo architettonico, fino a svelare, per la prima volta in una pubblicazione, la prossima Macchina di Santa Rosa, “Fiore del Cielo”.
All’evento hanno partecipato gli autori, la Senatrice On. Laura Allegrini, il presidente del Sodalizio Facchini di S. Rosa Massimo Mecarini, il direttore del Museo Colle del Duomo Mons. Salvatore del Ciuco, in rappresentanza della Curia diocesana, l’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Purchiaroni, l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Arena.
Dopo il benvenuto degli autori ai presenti in sala la parola è passata alla Sen. Allegrini – “Ho accettato volentieri questo invito perché sono molto devota alla nostra piccola Santa, è un esempio per tutte le donne, viterbesi e non, rappresenta la purezza e la trasparenza d’animo, caratteristiche e valori che dovrebbero essere trasmessi anche ai giovani dei giorni nostri”
“Quello che presentiamo questo pomeriggio – ha concluso la Senatrice - è un volume scritto con una grande capacità di sintesi, spiegato in maniera chiara e ideale per chi vuole conoscere appunto la storia, il culto e la tradizione di Santa Rosa”.
Nel successivo intervento, Mons. Salvatore del Ciuco ha particolarmente sottolineato la novità del volume e il suo speciale legame con la Santa, “Quando viene pubblicato un libro su Santa Rosa io sono sempre felice, ma oggi sono ancor più soddisfatto perché questa nuova produzione ha delle novità esaltanti, la copertina del libro ha superato i confini della Tuscia perché è stata realizzata da un famoso grafico che lavora a Milano, è la prima volta in assoluto che viene pubblicata la nuova Macchina “Fiore del Cielo” e cosa insolita, gli autori del volume non sono di Viterbo, ciò sta anche a dimostrare che la storia di Santa Rosa affascina tutti e non solo i viterbesi”.
Il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini ha ripercorso il trasporto del 3 settembre, tutto ciò che riguarda la vigilia della festa, la figura importante del Facchino e il suo significato dal punto di vista dell’etimologia. “E’ un libro che sa guidare il viterbese che non conosce fino in fondo la storia della Santa, allo stesso tempo, è un valido vademecum per il turista che arriva a Viterbo e non conosce la nostra bellissima festa ma soprattutto, non pone l’enfasi che spesso si attribuisce ai Facchini, perché senza la nostra piccola Santa non ci sarebbe nessuna Macchina, nessun trasporto e nessun Facchino. Il Presidente ha voluto concludere il discorso con il tradizionale grido “Evviva Santa Rosa”.
Anche l’assessore alla cultura Fabrizio Purchiaroni ha voluto salutare i presenti in sala, fare i complimenti agli autori e svelare in anteprima che la nuova Macchina, per quanto riguarda la costruzione vera e propria , sarà costruita in base alle normative vigenti per realizzare le macchine e non più come edifici come era accaduto per le passate costruzioni.
La presentazione del libro è stata un'occasione per riflettere sull'importante ruolo che Santa Rosa ha avuto, ha e sicuramente avrà nella storia e nella tradizione della città di Viterbo, ma anche una giornata in più per ricordare la piccola Santa e “festeggiarla” al di fuori del 3 settembre anche se, molto probabilmente, i viterbesi onorano la loro Rosa ogni giorno.