

Riceviamo e pubblichiamo
Il Cda della Talete S.p.A. ha ritenuto di sottoporre all’Assemblea dei Soci (Provincia di Viterbo e Sindaci dei Comuni) il problema economico finanziario che si trascina dietro ormai da troppi anni, consapevole di dover gestire un servizio pubblico di primaria necessità e percependo tutta la responsabilità per gli oltre 160 lavoratori che quotidianamente prestano servizio per la Talete SpA..
Il Presidente Fedele, dopo aver preso atto delle ribadite volontà dei soci di non aumentare le tariffe e di non voler ricapitalizzare la società, ha spiegato che la società non dispone degli strumenti utili al superamento della difficoltà economica e finanziaria.
Per garantire agli utenti la continuità del servizio e salvaguardare i diritti dei dipendenti, ha chiesto all’assemblea di poter sospendere temporaneamente i rimborsi ai Comuni delle rate dei mutui da loro accesi, in attesa di ricevere certezze dalla Regione Lazio per i contributi richiesti. L’Assessore regionale Mattei, infatti, nella riunione convocata dal Prefetto dott.ssa Scolamiero nel mese di giugno, ha rassicurato l’ATO e la Talete promettendo un importante finanziamento per superare le criticità finanziarie.
Pur consapevole che la richiesta di sospensione del rimborso dei muti arrecherebbe dei disagi ai bilanci comunali, questa si è resa necessaria in quanto il debito pregresso della Talete alla data del 2009 ammontava a circa 14milioni di euro ed oggi, dopo vari interventi organizzativi e strutturali, è sceso a 7,5milioni di euro.
Il percorso gestionale intrapreso è virtuoso e i progetti in campo potranno dare un ulteriore ridimensionamento del debito, ma stante il mancato aumento della tariffa l’intervento della Regione si rende indispensabile e urgente.
L’entità del debito ha origini remote, ed è stata determinata dall’inattività della Talete nei primi 4 anni della sua vita ed anche dal fatto che la tariffa stabilita dall’ATO nel 2009 considerava costi per rimborsi mutui, personale e energia elettrica che in questi 3 anni sono aumentati enormemente per le seguenti ragioni:
- il costo del personale è aumentato del 50%circa, in conseguenza del passaggio in Talete dei dipendenti previsti dal Decreto Marrazzo, così come il costo per l’energia elettrica ;
- il numero di Comuni che hanno affidato il servizio a Talete è aumentato ed i rimborsi dei loro mutui sono passati da 900mila euro a 2milioni250mila euro;
Il contributo della Regione Lazio di 7,5milioni di euro nel triennio 2009-2011 (3milioni per il 2011 ancora non ricevuti), perché ha l’ATO1 VT come “ATO DEBOLE” in virtù della vastità del territorio provinciale e del basso numero degli abitanti, è servito e serve a mitigare la tariffa deliberata dall’ATO, per la copertura delle sole spese correnti per l’erogazione del servizio.
Il Consiglio di Amministrazione, quindi, ha da subito condiviso la proposta del Presidente dell’ATO On. Meroi di fissare un breve termine entro il quale o la Regione conferma ufficialmente gli impegni assunti o altrimenti dovremo riconoscere che non sussistono più le condizioni politiche e finanziarie che hanno portato l’ATO a deliberare l’Atto di Indirizzo 41/2009 e che quindi la società non può più essere utilmente gestita. Nella certezza che la Presidente Polverini saprà percepire la delicatezza della situazione e fare il possibile per salvaguardare la società pubblica, le sorti dei suoi dipendenti e dell’indotto che genera.
Il Presidente del CDA
Marco Fedele