Talotta (Pd): "Le operatrici degli asili nido meritano una stabilizzazione a tempo pieno"
Riceviamo e pubblichiamo.
In tutte le più belle favole raccontate dai nostri nonni, i bambini hanno sempre tirato un sospiro di sollievo nella parte finale della storia, laddove la classica frase “ e tutti vissero felici e contenti”, suggellava il trionfo della giustizia, dell’amore, o la fine di tante peripezie.
Leggendo le ultime dichiarazioni del Sindaco e di altri autorevoli rappresentanti del Comune di Viterbo e non solo, a proposito della stabilizzazione delle operatrici degli asili nido, alcune delle quali in servizio irreprensibile da circa 20 anni, sembrerebbe che l’epilogo di tale vicenda, ormai imparata a memoria da tutti coloro che l’hanno vissuta più o meno direttamente, abbia avuto risvolti a dir poco soddisfacenti, tanto da far suonare le trombe in onore di una volontà politica che ha realizzato il fantastico e storico evento della messa in ruolo del Personale precario.
In questo clima di magnificazione della politica che è stata capace di restituire tranquillità e dignità alle tante famiglie che vivono nel contesto degli asili nido, vorrei inserirmi anch’io per mettere in luce alcuni convincimenti che, fuori dal coro, mi inducono a giudicare, in ben altra maniera, quanto si vuole far passare per “oro colato” nel processo di stabilizzazione delle 28 lavoratrici ad opera
dell’Amministrazione Comunale.
In primis, va ricordato che, a suo tempo, l’indizione di “pubblico concorso” delle qualifiche che interessavano le educatrici, è la prova provata che già da allora non sussisteva la richiamata “volontà politica” tesa alla soluzione della precarietà delle maestre d’asilo e che, mentre in altre pubbliche Amministrazioni si concretizzava il processo di stabilizzazione per centinaia di Lavoratori, queste operatrici, invece, sono state del tutto dimenticate sia dagli uffici preposti al Personale, sia dalle stesse Organizzazioni Sindacali che, ad eccezione di una sigla, solamente in un secondo momento si sono prodigate per la positiva conclusione della vertenza.
La “conciliazione” tra le dipendenti e il Comune, è stata semplicemente una “forzatura legale”, una sofferta risoluzione dell’annosa contrapposizione che ha visto ottusi ed irremovibili i soggetti che, piuttosto, con preparazione e buon senso, dovevano predisporre tutte le fasi del percorso di stabilizzazione secondo la logica interpretazione della Legge, insomma, un “rospo” che si è dovuto ingoiare per forza, altro che lo strombazzato “buonismo politico” .
Una falsa “volontà politica”, di questo invece si tratta, che diviene ancor più farisea allorquando vuole far passare un contratto “part-time” come il massimo della panacea e pretendere, magari anche con un invisibile supporto sindacale che sa di beffardo tradimento, di ridare dignità e tranquillità alle 28 educatrici che, di fatto, per due mesi all’anno, non avranno né stipendio mensile, né diritti e, tantomeno, tutele di nessuna specie.
Sig. Sindaco, come ebbi a dire nel corso del Consiglio Comunale del 9 marzo 2009, l’adozione di un atto deliberativo che contempli un contratto di lavoro completo, stabile e senza limiti temporali, restituirebbe dignità e sicurezza a tutte le dipendenti degli asili nido e darebbe onore e prestigio a Lei Sindaco, alla Sua Giunta e a tutti noi Consiglieri Comunali. La soluzione trovata al tavolo dei legali, di per sé, è già stata una pesante sconfitta politica e perseverare su questa strada con l’assunzione part-time delle operatrici, sarebbe la dimostrazione di una cecità istituzionale che concederà molto spazio e molto tempo ad un confronto duro e spigoloso tra le parti che non produrrà certamente quella tranquillità auspicata per le dipendenti, per i bambini e le loro famiglie.
IL CONSIGLIERE DEL GRUPPO PD
( Roberto Talotta )