ANNO 27 n° 276
TARQUINIA Il sindaco di Tarquinia ancora sulla centrale di Torre Valdaliga Nord

TARQUINIA - “Il sindaco di Tarquinia non ha i poteri di fermare la centrale di Torre Valdaliga Nord. Ha invece la possibilità di monitorarla. Per questo motivo l’amministrazione comunale non può assumere atteggiamenti estremisti e deve attuare tutte le forme di controllo per raggiungere un unico obiettivo: la difesa della salute della popolazione e del territorio. La Provincia, la Regione e i Comuni del comprensorio hanno la nostra stessa opinione”. Questa la premessa del primo cittadino Mauro Mazzola nella sua risposta all’intervento della senatrice Laura Allegrini, di cui ha apprezzato l’equilibrio delle dichiarazioni, non convivendone però le argomentazioni.

“Dissento dalla senatrice - afferma il sindaco di Tarquinia - sul fatto che pochi facinorosi (da cui si sono allontanati molti esponenti storici del movimento No Coke, compresi anche coloro che avevano fatto lo sciopero della fame nella primavera del 2007) non possono tenere in scacco un’intera comunità, creando un’atmosfera di odio che ha oltrepassato la misura di quello che può essere un confronto dai toni accesi, ma sempre improntato al rispetto della dignità della persona”.

“Tra le istituzioni e i cittadini - continua Mazzola - deve stabilirsi un riconoscimento e ascolto reciproco, un confronto corretto e costruttivo, fino al momento della decisione su ogni questione. Questa basilare condizione, in merito alla riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord, è venuta meno. Lo scontro verbale ha sostituito il dialogo. I consigli comunali del 19 giugno, del 29 luglio e del 13 agosto, si sono svolti in un clima di fortissima tensione, sfociata in atti inammissibili, arrivando allo scontro e all’aggressione fisica (entrando nella sfera personale con volgarità e ingiurie)".

"Il comportamento del comitato dei Cittadini Liberi e dei No Coke - aggiunge il sindaco - ha raggiunto il punto di non ritorno. Era perciò necessario mettere un freno al degenerare della situazione. Se queste persone (una piccolissima frangia) non si riconoscono più nell’amministrazione comunale, esprimano il loro dissenso con un approccio misurato. - conclude -Il clima convulso, di chiusura totale e di scontro creato non è quello che la città di Tarquinia vuole e si aspetta nell’affrontare un questione così difficile e delicata”.




Facebook Twitter Rss