

VITERBO – (ale.s.) Gli fa credere che l’Italia è il paese di Bengodi e lo convince a raggiungerlo. “Faremo un mucchio di soldi, vedrai”.
Arrivato nel capoluogo di Tuscia con famiglia al seguito, però, il povero Adrian (il nome è di fantasia) si renderà ben presto conto che, in realtà, l’amico del quale si era fidato al punto da fare i bagagli e lasciare la sua terra d’ordine (la Romania) di punto in bianco, si sarebbe trasformato nel suo aguzzino.
“Voleva che dessi a lui parte dei miei guadagni e minacciava di morte me e la mia famiglia”. Dopo diversi mesi di pretese e vessazioni, Adrian non ne può più e sporge denuncia. Partono le indagini, che confermano i racconti della vittima, e per il persecutore scattano le manette per tentata estorsione.
Ieri pomeriggio, nel palazzo di giustizia viterbese, l’epilogo della vicenda: il collegio dei giudici, presieduto dalla dottoressa Franca Marinelli, ha condannato il romeno a cinque anni e quindicimila euro, più il risarcimento del danno alla parte civile e una provvisionale immediata di tremila euro.