

VITERBO – Arrestato anche l’ultimo componente della banda che lo scorso 27 febbraio aveva tentato di rapinare una gioielleria a Grotte Santo Stefano. I carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Viterbo, coordinati dal sostituto procuratore Renzo Petroselli, sono riusciti ieri a rintracciare l’ultimo soggetto ancora a piede libero, un 35enne originario di Sant’Antimo (NA), che è stato portato in carcere.
Era la mattina del 27 febbraio, quando, verso le 11, cinque banditi col volto coperto da una sciarpa si erano introdotti nella gioielleria con l’intento di svaligiarla. Ma una volta piombati all’interno del locale avevano avuto il sospetto che la commessa avesse già allertato i carabinieri e quindi, nel dubbio, erano scappati senza mettere a segno il colpo.
Immediatamente scattarono le ricerche dei malviventi, che portarono all’arresto di quattro persone (un 22enne di Sant’Antimo, un 30enne e un altro 22enne, entrambi della provincia di Napoli, e una romena di 22 anni). Da ulteriori accertamenti, risultò anche che durante la rapina i giovani napoletani avevano una pistola, che uno di loro nascondeva sotto i vestiti, e per questo motivo il gip del Tribunale di Viterbo Franca Marinelli, ritenendoli pericolosi, aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari, che gli erano stati concessi, e il loro trasferimento nel carcere napoletano di Poggioreale.
Le indagini, però, non si sono interrotte ed hanno portato all’individuazione dell’unico soggetto non ancora identificato, il 35enne, che ha permesso così di chiudere il cerchio nei confronti della banda di rapinatori che era giunta nella Tuscia dal napoletano per mettere a segno il colpo.
L’uomo è stato rintracciato alle prime luci dell’alba nella sua abitazione nel Comune di Sant’Antimo (NA), dove gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Marinelli: anche per lui, perciò, si sono aperte le porte del carcere.