

Riceviamo e pubblichiamo
Quello che è accaduto ieri in consiglio comunale in merito alla discussione sull’area termale e sul Piano connesso (ovvero la rimodulazione del Piano Termale, mai attuato peraltro) è grave ed è davvero la esemplificazione della inadeguatezza e della pericolosità di questa amministrazione, invischiata da una lato nella incapacità di immaginare una prospettiva innovativa e credibile, dall’altro nella impossibilità di tagliare i cordoni che la legano ai poteri economici forti e consolidati: i piccoli padroni di una Viterbo ancora feudale nella sua struttura sociale ed economica.
Il consigliere Mezzetti ha richiamato un parere legale - pare richiesto dal comune stesso - con affermazioni pesanti riguardo il Comune e la società gestione terme. L'avvocato proponeva che si facessero azioni contro la società perché sembra ci sia uno sfruttamento eccessivo e incongruo rispetto alla convenzione. Il parere è uno schiaffo all'amministrazione e intima il Comune a prendere iniziative. Ma nulla è stato fatto. E' una posizione dobbiamo dunque interpretare come subalterna alla società. Mezzetti chiude affermando che è risibile dire di non essere pronti su un ordine del giorno presentato una settimana fa su questo punto. E dopo oltre due anni di silenzi e di omissioni.
Una amministrazione come questa mette a rischio il futuro di questa città e la risposta che le opposizioni devono dare a questo punto non può rimanere sui banchi del Consiglio comunale. La questione termale è la chiave di volta dello sviluppo di Viterbo ed è assolutamente prioritario eliminare il rischio di una gestione riservata e privatistica e vantaggio di pochi, illustri, speculatori.
Umberto Cinalli - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
Circolo di Viterbo