ANNO 27 n° 268
Terremoto Haiti -
15/01/2010 - 15:59

'Dolore e stanchezza cominciano a farsi sentire', così risponde Davide Orlandi Dormino alla domanda su come stiano i suoi familiari ad Haiti, dopo il terribile sisma che ha raso al suolo la capitale Port-au-Prince.
Il padre Roberto ed il fratello Marco, infatti, si trovano sull'isola da diversi anni con la Minustah, missione di peacekeeping delle Nazioni Unite: il primo a capo della logistica, il secondo, invece, come fotografo.

'Oggi non sono riuscito a cantattarli personalmente, solo mia madre ha parlato con mio padre, che le ha detto di stare bene, ma di iniziare ad accusare il colpo. Ha perso molti colleghi e amici durante il terremoto e da quel giorno non ha fatto altro che lavorare: è stanco, ma questo è un ottimo modo per tenere la mente occupata e non farsi sopraffare dal dolore'.

'La casa in cui abitavano è parzialmente inagibile, così ora dormono nell'ufficio di mio padre che si trova vicino all'aeroporto, dove sono stati registrati danni minori - continua Davide - Visto il ruolo di mio padre il lavoro è costante, ci sono meeting in continuazione per coordinare gli aiuti e i soccorsi. Proprio questa mattina c'è stato un incontro con la Protezione Civile Italiana che è giunta sul posto'.

'Il pensiero di loro lì è terrificante, Haiti è un posto maledetto, sono cinque anni ormai che subiscono calamità naturali'.
E' da ricordare, infatti, che Haiti è il paese più povero dell'intero continente americano, spesso al centro del passaggio di uragani distruttivi: nel 2008, se ne sono abbattuti addirittura quattro, che provocarono la morte di 330 persone e molti dispersi in tutto il paese. E ora quest'altra immane tragedia.

Il padre non ha fatto sapere nulla sulla sorte di altri connazionali presenti sull'isola al momento del sisma: 'anche se sapesse qualcosa non ce la direbbe - ha concluso Davide - è una persona troppo rispettosa che non scavalcherebbe mai i canali ufficiali'.




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