ANNO 27 n° 272
Torna a casa dopo due settimane e scopre che la moglie ha l'amante
L'aggressore, un albanese di 45 anni, è a Mammagialla, il “rivale”, 33enne polacco, è ricoverato a Belcolle
23/10/2012 - 04:00

di Alessia Serangeli 

VITERBO – Tentato omicidio, sequestro di persona e rapina. Questi i reati cui deve rispondere O.S., l’albanese arrestato ieri dai carabinieri perché ritenuto l’autore dell’agguato teso all’amante della moglie.

L’episodio si è verificato intorno alle 10,30 di ieri mattina a Fabrica di Roma.

L’aggressore, che ha quarantacinque anni e di professione fa l’operaio, ha raggiunto il “rivale” R.K. – polacco, trentatre anni ed operaio anche lui – nei pressi della sua abitazione, aspettando che scendesse in strada. Quindi gli si è accostato con l’auto e, minacciandolo con un coltello dalla lama lunga almeno 15 centimetri, lo ha costretto a salire a bordo.

Una manciata di chilometri e un mucchio di insulti e intimidazioni dopo, i due “avversari” raggiungono un casolare nelle campagne di Faleri Novi di proprietà del polacco e qui, l’albanese, dopo averlo trascinato dentro, gli avrebbe legato i piedi, sbattendolo contro un muro e sferrandogli contro alcune coltellate: la prima dritta al cuore.

“La vittima è riuscita a parare il colpo con le mani, impedendo che la punta della lama potesse ucciderlo”, hanno riferito gli investigatori che si occupano del caso dopo una prima ricostruzione dei fatti. In preda al raptus di follia, inoltre, l’albanese per immobilizzare completamente il polacco gli avrebbe legato anche le mani, rubandogli infine i due telefoni cellulare che aveva con sé. Poi la fuga.

Nel frattempo la moglie di O.S. (albanese di trentasette anni), dava l’allarme ai carabinieri della Compagnia di Civita Castellana. “Aiutatemi, il mio ex marito vuole uccidere il mio compagno”, avrebbe detto la donna al telefono. I militari agli ordini del capitano Stefano Lezzi si sono subito precipitati in casa della trentasettenne e, avuto contezza della situazione, hanno raccolto tutte le indicazioni necessarie a rintracciare i due uomini. L’amante polacco è infatti stato raggiunto nel suo casolare (probabile rifugio d’amore dei due amanti) e soccorso dagli operatori sanitari del 118 che, dopo averlo trasportato con urgenza all’ospedale Belcolle, lo hanno sottoposto a tutte le cure del caso: sulle prime si è temuto il peggio, ma con il passare delle ore le sue condizioni sono notevolmente migliorate.

“La prognosi è di circa trenta giorni per via delle ferite riportate in seguito alla colluttazione”, hanno fatto sapere dal pronto soccorso cittadino.

O.S., invece, è stato raggiunto circa tre ore dopo l’accoltellamento: aveva, stando a quanto si è appreso, i pantaloni e la felpa sporchi di sangue. Bloccato nei pressi del parco falisco, l’albanese è stato quindi condotto in caserma e sottoposto ad un lungo interrogatorio, al termine del quale è stato dichiarato in arresto.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sulla scorta dei racconti dei tre stranieri, O.S. e la moglie, seppure vivessero ancora sotto lo stesso tetto insieme al figlio ancora minorenne, erano in realtà in fase di separazione da tempo. Tant’è che, nelle ultime due settimane, l’uomo era stato fuori provincia per cercare un altro impiego.

Ma la scoperta che la moglie aveva già una relazione con un altro uomo proprio non gli è andata giù e l’ha mandato fuori di senno. Adesso è rinchiuso nel carcere di Mammagialla a disposizione dell’Autorità giudiziaria, cui deve rispondere di tentato omicidio, sequestro di persona e rapina.

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