ANNO 27 n° 259
Trasferimenti più sicuri con il medico a bordo all'ospedale di Civita Castellana
Prossima la nuova convenzione con l’Ares 118
06/12/2012 - 12:42

VITERBO - Tra i tanti presidi di ambulanze che l’Ares 118 ha messo a disposizione per i cittadini sul territorio provinciale viterbese, l’ospedale civitonico, pur rivestendo un’importanza strategica essenziale, in una zona territoriale molto vasta tra Roma e Viterbo, a tutt’oggi ancora non dispone di un’autoambulanza medicalizzata per i trasferimenti verso l’ospedale di Belcolle, e/o verso i grandi ospedali di Roma.

Però, data l’alta richiesta di ricovero ospedaliero da parte dell’utenza, data la carenza di posti letto nell’ospedale di Civita Castellana e quindi i numerosi trasferimenti che vengono eseguiti dal Pronto Soccorso verso altri presidi ospedalieri, finalmente, sono stati presi accordi con la direzione dell’Azienda Ares 118, al fine di collocare un medico sull’ambulanza.

Lo scorso mese infatti c’è stata un’intesa con il direttore dell’Ares 118 di Viterbo, dottor Altomani, il direttore del dipartimento ospedale di Civita Castellana, il primario del Pronto Soccorso e una rappresentante dell’amministrazione comunale. Appena il servizio sarà a pieno regime si potranno evitare tutti i trasferimenti a rischio, come le gravidanze a termine che ancora afferiscono a Civita Castellana, nonostante che il reparto di Ostetricia e Ginecologia sia stato soppresso dal Decreto Regionale n. 80 (con trasferimento dei medici ginecologi presso l’ospedale di Belcolle), o i casi di infarto acuto e di ictus che, per ricevere il trattamento migliore specialistico, necessitano della golden hour (letteralmente l’ora d’oro), ossia l’invio subito al posto più idoneo piuttosto che essere trasportati momentaneamente a quello più vicino e poi trasferiti di nuovo a quello di competenza. 

I trasporti in piena sicurezza, difatti, non possono sottostare alle restrizioni di personale medico come sancito dalla spending review, in quanto costituiscono un’esigenza fondamentale per il trasferimento il quale, se fatto in continuità di soccorso, è a tutti gli effetti un vero atto terapeutico.




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