

Un pezzo di tubo metallico è stato collocato sulle rotaie della linea ferroviaria ex Roma Nord vicino a Vallerano, ad una decina di chilometri di distanza dal punto in cui, sabato notte, un grosso bullone piazzato su una rotaia ha fatto deragliare un convoglio con circa trenta persone a bordo.
Il fatto. Questa mattina, il treno partito da Soriano nel Cimino e diretto a Roma, poco prima dell'ex stazione di Vallerano, ha avuto un sussulto. Il personale ha immediatamente intuito che le ruote avevano incontrato un ostacolo si binari. Così, una volta scesi, hanno trovato un tubo metallico, tranciato di netto dalle ruote del convoglio. Fortunatamente lo spessore del tubo era tale da non reggere il peso del treno e ha subito ceduto, altrimenti avrebbe potuto causare un altro deragliamento. Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della Compagnia di Viterbo, che hanno prelevato il tubo tranciato per farlo sottoporre a accertamenti. La prima ipotesi avanzata è che si possa trattare di un gesto emulativo, causato dalla forte eco che ha avuto il deragliamento del sabato precedente.
Le indagini. La procura della Repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo sull'incidente: al momento non ci sono né indagati né ipotesi di reato, anche se è inevitabile che qualora venisse confermato il dolo, si procederebbe per disastro ferroviario. Le novità emerse nelle indagini sul deragliamento del treno regionale avvenuto sabato notte a Soriano nel Cimino, comunque, rafforzano la pista del dolo imboccata fin dal primo momento dai carabinieri e dai tecnici dell'Atac che hanno ispezionato le rotaie. Il bullone posto su una rotaia che ha fatto uscire dai binari il 'semipilota' (una carrozza per metà adibita a trasporto passeggeri e per metà a locomotiva), infatti, è sì una cosiddetta 'chiavarda', cioè una grossa vite metallica utilizzata per ancorare le rotaia sulle traversine, prima di legno e oggi in cemento, ma è diversa da quelle usate per 'armare' la ferrovia in quel tratto. Secondo gli investigatori, inoltre, il modo in cui è stato posizionato il bullone nel cuneo della rotaia dimostrerebbe in modo inequivocabile la volontà di provocare l'incidente.
Esclusa pista anarco-insurrezionalista. E' invece esclusa, almeno per ora, la pista anarco-insurrezionalista, che in un primo momento era entrata nel novero delle ipotesi, in quanto in un casolare di Soriano nel Cimino hanno operato a lungo Simone Del Moro, oggi 30enne, e Davide Santini, 33 anni, esponenti dell'ala oltranzista dell'organizzazione, entrambi arrestati per alcuni attentati dinamitardi. I carabinieri si dicono certi che se fossero stati loro a compiere l'attentato lo avrebbero rivendicato come hanno sempre fatto in passato.