

di Margot
“Salve signora, mi manda suo figlio per ritirare i soldi dell’assicurazione”. E’ con modi cortesi, curato e ben vestito, che un uomo sulla quarantina si è presentato ad un’anziana signora con l’intento di raggirarla. Solo che gli è andata davvero male perché l’arzilla signora – che ha ottant’anni suonati - lo ha fatto scappare con la coda fra le gambe.
L’episodio si è verificato giusto ieri mattina a Soriano nel Cimino, quando l’audace truffatore ha aspettato che l’anziana uscisse di casa per andare a fare la spesa. Quindi l’ha avvicinata sostenendo che il figlio lo aveva mandato al suo posto per ritirare i soldi dell’assicurazione: duemila euro tondi tondi. La donna, inizialmente, non se l’è bevuta, ma poi l’uomo ha telefonato ad un complice fingendo che fosse il figlio e l’ha fatto parlare con l’anziana. “Mamma sono io, devi dare i soldi al mio amico”. La poveretta si è quindi convinta, è salita in casa e ha preso i soldi. Prima di scendere in strada, però, ha telefonato al figlio (quello vero) che, ovviamente, è caduto dalle nuvole. L’anziana ha quindi allertato i carabinieri e l’imbroglione non ci ha pensato due volte a scappare a bordo di una Fiat Punto di colore grigio. Quando gli uomini del maresciallo Paolo Lonero sono giunti sul posto il “nostro” era già scappato, ma l’anziana è riuscita a fornire indizi ritenuti utili alle indagini. Indagini che, in realtà, erano già in corso.
“Un fatto analogo si è verificato il 12 gennaio scorso”, hanno riferito i militari della caserma cimina. Il modus operandi era stato praticamente lo stesso, solo che ad avvicinare la vittima (stavolta settantenne) erano stati due uomini. La scusa? Sempre quella dell’assicurazione. L’epilogo? La fuga dei due malviventi a bordo di una monovolume.
Gli investigator, adesso,i sospettano che ad agire sia una banda di quattro o cinque persone che, prima studia il bersaglio da colpire, per poi passare all’azione. Solo che, fino ad ora, gli è andata male, grazie anche agli incontri organizzati dall’Arma nei mesi scorsi per sensibilizzare gli anziani sull’argomento ed invitarli alla prudenza. “Abbiamo distribuito anche opuscoli informativi per cercare di arginare il fenomeno e tutelare le vittime”, ha riferito il maresciallo Paolo Lonero che, adesso, prosegue le indagini. Anche perché è convinto che i truffatori “si rifaranno vivi”.