ANNO 18 n° 233
Tuscania, trafugati paramenti sacri dal duomo
Spariti diversi pregevoli manufatti del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo
16/02/2016 - 11:38

TUSCANIA – Furto di preziosi paramenti sacri al duomo. Si tratta di pregevoli manufatti, catalogati dalla Soprintendenza, risalenti per lo più al Diciottesimo secolo. Tra i beni scomparsi si troverebbe anche una pianeta, il paramento liturgico usato dal presbitero per presiedere la celebrazione eucaristica, del Seicento appartenuta al cardinale Brancaccio, vescovo di Viterbo ed elevato a cardinale da papa Urbano VIII nel 1633.

Una ''sparizione'' avvenuta a fine gennaio. Si tratterebbe di un furto senza scasso, di cui è stata fatta denuncia alle forze dell’ordine. Dello spiacevole accaduto è trapelato pochissimo, anche se ne è stato fatto un timido accenno di recente in una cerimonia pubblica. Il personale in servizio nel duomo di San Giacomo si è accorto dell’accaduto in data 23 gennaio, giorno in cui si è preso atto che da due armadi della sagrestia mancavano alcuni paramenti. Dopo una verifica, tra il personale che svolge varie mansioni all’interno della chiesa, non ci sono stati più dubbi: furto.

 

Da quanto si è riuscito a ricostruire mancano all’appello tre pianete in lama rossa con ricami in oro e relative stole, manipoli, veli e borse; una pianeta in lama violacea e ricami in oro con relativa stola, manipolo, velo e borsa; una pianeta in lama bianca e ricami in oro con relativa stola, manipolo, velo e borsa; due altre borse in lama bianca e oro relative ad altri corredi contenuti nello stesso armadio; una mitria in lama bianca e ricami in oro con pietre vitree; un piviale in lama rossa e ricami in oro con relativa stola conservato in un altro armadio. Oggetti che potrebbero avere anche un valore consistente sul traffico illegale delle opere sacre, che come raccontano i fatti di cronaca, è fiorente, nonostante l'attività incessante delle forze dell'ordine per contrastarlo.

 

La notizia sta iniziando a circolare in paese, lasciando tutti piuttosto increduli. L’autore (o gli autori) del colpo ha agito indisturbato e senza dare nell’occhio. Tanto che è stato difficile anche per i denuncianti di collocare con precisione il giorno del furto. L’accaduto riaccende i riflettori sulle difficoltà a tutelare il grande patrimonio storico-artistico custodito nelle moltissime chiese della Tuscia.




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