ANNO 27 n° 267
Tuscia ancora nella morsa della crisi
Indagine congiunturale del secondo semestre 2012 di Federlazio
06/03/2013 - 16:02

VITERBO - L’ulteriore calo dei livelli di produzione, degli ordinativi e del fatturato, e gli inevitabili riflessi negativi sull’andamento dell’occupazione, confermano uno scenario ancora estremamente difficile e denso di incognite per l’immediato futuro delle piccole e medie imprese della provincia di Viterbo. Emergono, tuttavia, alcuni segnali che, seppur ancora troppo flebili, contraddittori ed insufficienti a delineare un vero e proprio trend, inducono a pensare che il peggioramento del quadro economico a fine 2012 abbia marciato a un ritmo più lento rispetto alla prima metà dell’anno appena concluso. E’ riassumibile in questi termini quanto rilevato dall’indagine congiunturale della Federlazio, relativa allo stato di salute delle piccole e medie imprese nel secondo semestre del 2012.

‘’Come abbiamo potuto vedere, - ha dichiarato il direttore di Federlazio Rino Orsolini - oramai le nostre indagini congiunturali sembrano assomigliare sempre più ai bollettini medici di un malato in stato di coma permanente. Ci si aspetta ogni volta, speranzosi, qualche pur timido segnale di risveglio, - ha proseguito - mentre in realtà gli indici si susseguono, bollettino dopo bollettino, sempre identici quando addirittura non denotino un aggravamento’’.

I dati emergono dai questionari proposti a 350 aziende regionali aderenti alla federazione delle piccole e medie imprese, delle quali 46 del territorio viterbese. Le interviste hanno focalizzato l’attenzione sui più significativi indicatori dei risultati aziendali, consentendo una visione aggiornata dell’andamento delle aziende nel periodo considerato.

Le previsioni a 6 mesi che emergono dal campione nel suo insieme lasciano intendere ancora una situazione di incognite e di difficoltà, che fa crescere (dal 79% all’82%) la quota di imprese che potrebbero chiudere.

I maggiori problemi rilevati sono la stagnazione dei consumi, la crisi del comparto delle costruzioni che nel Lazio ha sempre significato un volano importantissimo per tutta l’economia, la pressione fiscale che ha raggiunto quest’anno livelli inauditi, mettendo molte imprese fuori competizione rispetto ai concorrenti, la mancanza del credito che ha comportato sia una riduzione che una maggiore onerosità dei prestiti alle imprese e i mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

‘’Intervenire adesso, senza esitazioni su tali problematiche - ha evidenziato Orsolini - significherebbe dare sostegno a quei deboli germogli di speranza che cominciano ad affacciarsi tra gli imprenditori facendo affermare loro in percentuale più elevata di quanto non abbiano fatto nella scorsa indagine, che “si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel”.

‘’La situazione di stallo che si è creata dopo le urne è sotto gli occhi di tutti. Come Associazione di categoria abbiamo espresso pubblicamente la nostra opinione in merito. Serve la governabilità a questo Paese - ha proseguito - e chi è stato eletto nel Parlamento deve assumersi la responsabilità di governare, gli oneri e gli onori di guidare il Paese, poi non sta a noi indicare le alleanze. A livello Regionale, innanzitutto ne approfittiamo per fare gli auguri ed un grande in bocca al lupo al Presidente neo eletto Nicola Zingaretti. Il compito che l’attende è arduo e pieno di ostacoli. Ben venga la proposta Bipartisan di congelare i consiglieri Regionali a 50. Infine – ha chiosato - serve sbloccare i pagamenti della Pubblica amministrazioni nei confronti delle Pmi’’.

‘’Oggi fare impresa assomiglia più a una corsa ad ostacoli, dove l’asticella viene regolarmente spostata verso l’alto quasi con intento punitivo. Io credo che occorra prima di tutto combattere questo atteggiamento culturale e dimostrare con i fatti, con le azioni di politica economica e con gli interventi - ha concluso - che le istituzioni intendono davvero promuovere l’attività di intraprendere, affinché essa possa dispiegare tutte le sue potenzialità e correre alla velocità che il contesto competitivo odierno richiede’’.




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