ANNO 27 n° 271
Tuscia in ginocchio: la crisi delle imprese si fa sempre più nera
L’immagine di sintesi che ci consegna l’ultima indagine congiunturale realizzata dalla Federlazio su un campione di 350 piccole e medie imprese associate, delle quali 46 della Tuscia, è quella di un territorio in ginocchio. Peggiorano i livelli di produzione, di ordinativi e di fatturato, con inevitabili riflessi negativi sull’andamento dell’occupazione nella provincia di Viterbo. Cresce, nel contempo, il giudizio di insoddisfazione e preoccupazione delle imprese di fronte ad una situazione che resta estremamente difficile e densa di incognite per l’immediato futuro. Le numerose situazioni di crisi aziendale nel Distretto Industriale di Civita Castellana e il conseguente, massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali sono la conferma di una perdurante fase di stasi produttiva che genera perdite di quote di mercato e incertezze nelle strategie future, con tutti i rischi di pesanti ricadute in termini di posti di lavoro. Il divampare della crisi ha avuto riflessi anche sulla demografia delle imprese: Viterbo è la sola provincia del Lazio in cui il tasso di crescita delle imprese è inferiore a quello regionale e nazionale, e il tasso di mortalità delle imprese viterbesi (1,8%) è il più elevato tra le province del Lazio. Tra gli indici presi in considerazione gli ordinativi, il fatturato e l'occupazione. Raddoppia il numero delle imprese che hanno rilevato un calo degli ordinativi: sono state pari al 68,4% contro il 28,57% del precedente semestre. Pesante battuta d’arresto nell’ultimo semestre 2008 anche per i livelli di fatturato conseguiti e in sintonia con esso anche il dato relativo all'occupazione. La diminuzione dell'organico è avvenuto nel 47% delle imprese, e a Viterbo si è registrato inoltre un incremento del 168,4% delle ore di CIGO "I segnali d’allarme lanciati da Federlazio nelle ultime indagini congiunturali - dichiara Rino Orsolini - hanno avuto una inesorabile e drammatica conferma nell’ultima rilevazione, mettendo ancora una volta allo scoperto lo stato di estrema difficoltà che attanaglia i piccoli e medi imprenditori della nostra provincia. Alle banche della provincia di Viterbo chiediamo, pertanto, una doverosa attenzione alla storia ed al vissuto della singola impresa, che tenga conto della sua tradizione di credibilità e non si limiti alla fredda valutazione dei dati di bilancio. Auspichiamo - conclude Orsolini - che i recenti provvedimenti governativi in merito al potenziamento degli ammortizzatori sociali, siano in grado di reggere il momento congiunturale. La situazione delle imprese del comprensorio ceramico di Civita Castellana rende prioritari ed indifferibili interventi di sostegno al settore, attraverso una riduzione del carico fiscale e l’abbattimento dei costi energetici. Governo e Regione debbono premere sull’acceleratore, vagliando tutte le possibili soluzioni, per dare certezze alle aziende, al di là del mero superamento della situazione contingente."



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