ANNO 27 n° 267
Tutta la Tuscia bianconera ribolle per Alex Del Piero
Cresce l'attesa tra i sostenitori juventini per l'arrivo del Sydney, in ritiro a Viterbo
09/06/2013 - 04:00

VITERBO – (An. Ar.) D’accordo: il Sydney è una squadra sfigata, che sta dall’altra parte del mondo e che nessuno si sarebbe mai sognato di seguire finché, un anno fa, non ingaggiò un certo Alessandro Del Piero. Campione, italiano, idolo di tanti e tanti tifosi juventini. Ora, si dà il caso che questa squadra e la sua stella verranno in ritiro a Viterbo il prossimo agosto, salvo clamorosi scossoni. E così, il vastissimo et appassionatissimo panorama dei tifosi bianconeri (della Tuscia, ma anche del resto d’Italia) sta vivendo giorni di vera e propria eccitazione. Tutti gasati, perché avranno l’occasione di rivedere da vicino il loro Pinturicchio, quello che faceva solo gol “alla Del Piero”, quello che purgò la Germania a Dortmund, Mondiali del 2006, quello che ha alzato coppe e indossato scudetti senza soluzione di continuità.

Inevitabile, per la gente che respira Juve, non pensare alle altre volte. Quando la Vecchia Signora si è degnata di scendere a Viterbo, come quelle rock star che girano i paesini in tour, e si scrivono il nome della località sul dorso della chitarra, per non dimenticarselo. La prima fu nel 1935, il 12 dicembre: allora era la Juventus dei cinque scudetti, proprio quella che si è meritata sul campo l’appellativo di Vecchia Signora, di Fidanzata degli italiani. C’era Farfallino Borel, per esempio, c’erano gli eroi azzurri Foni e Rava, c’era Virginio Rosetta allenatore e giocatore. C’era Luisito Monti. Vinsero 5-0 contro la Viterbese, un buon allenamento in vista della trasferta di Napoli. Poi, cinquant’anni di astinenza. Bisogna arrivare al 1987 per rivedere il bianco e nero sugli schermi della Tuscia. Merito di Omar Enrique Sivori, detto el Cabezòn, che della Viterbese divenne presidente come dono di eterna riconoscenza da parte della famiglia Agnelli. Due amichevoli in pochi mesi, entrambe al Rocchi, e in mezzo pure l’inaugurazione della concessionaria Fiat di cui Sivori era diventato proprietario, e sempre per mezzo della gratitudine sabauda. C’era Platini, c’era Aldone Serena, c’era Tacconi, c’era il Trap che fischiava. C’erano quelli che scavalcavano i muri di Balletti per un autografo. Stadio strapieno, gol a grappoli, tifosi in delirio (nella foto da quellidellangolo.it).

Oggi, cioè domani, dovrebbe arrivare Del Piero. Che non è la Juventus intesa come squadra, ma che è sicuramente la sua immagine più identificava, sebbene oggi sia finito a saltellare coi canguri, laggiù. La Tuscia juventina non ci dorme la notte, e già programma il bagno di folla. Ancora un po’ di pazienza, e qui passiamo alle notizie di giornata: venerdì Alex e il fratello procuratore Stefano hanno fatto un salto a Jesolo, per visionare l’offerta e le strutture della località balneare veneta, concorrente di Viterbo nel corteggiamento al Sydney. Ma il capoluogo della Tuscia resta in pole position, per motivi geografici (dal centro Italia è più comodo raggiungere le varie sedi delle amichevoli in programma) ma anche per la qualità dei servizi proposti dalla Officine soccer, la società viterbese di procuratori che sta curando il tutto. E già domani mattina potrebbe arrivare l’ufficialità. Alla lista delle amichevoli in programma va aggiunta quella con la Ternana, mentre il triangolare a Salerno con Salernitana e Lazio dovrebbe tenersi il 10 agosto.

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