ANNO 18 n° 291
Tutti in Belgio, il gruppo slitta ancora
Da oggi molti consiglieri popolari saranno a Bruxelles per due incontri
Il vertice con i 7 rimandato per l'ennesima volta. Consiglio di venerdì a rischio
23/02/2016 - 10:27

VITERBO – Questa riunione non s’ha da fare. Sicuramente non ora, chissà se mai. Dopo due mesi di deserto – e di acerrime lotte tra le due correnti, i serrapanunziani e i fioroniani -, sembrava davvero il momento di convocare la riunione del gruppo del Partito democratico in consiglio comunale. Sembravano essere maturate le condizioni. Sembrava che fosse un passaggio cruciale verso la soluzione della crisi, o comunque per addivenire ad una tregua per consentire all’amministrazione Michelini di andare avanti almeno per qualche altro mese. E invece no.

 

Già la scorsa settimana era andato in onda un gioco del rimpallo, specialità viterbese liberamente ispirata alla pallacorda o alla pelota basca. I popolari chiedevano di convocare il gruppo consigliare prima della direzione provinciale (poi saltata a causa del rifiuto di intervenire da parte del vicepresidente nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, e del segretario regionale Fabio Melilli). Quindi, sfumata la direzione, si era parlato di sabato. Niente da fare. Tutto slittato ancora a mercoledì, con lo stesso capogruppo Serra – al quale in molti imputano la colpa di non aver convocato il gruppo negli ultimi due mesi – che aveva dichiarato su queste colonne l’esigenza di dover ''affrontare i nodi politici ancora esistenti, la situazione non è cambiata di molto''. E neanche cambierà, perché neanche mercoledì si terrà questa benedetta (o maledetta riunione).

 

Perché? Perché di consiglieri comunali del Pd ce ne saranno davvero pochi in questi giorni, specie quelli di rito popolar-fioroniano. Molti di loro partono già oggi alla volta di Bruxelles, per assistere prima all’intitolazione di un’aula del parlamento europeo ad Aldo Moro, preceduta da un dibattito con Giuseppe Fioroni (presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro), Gero Grassi e Enrico Gasbarra. Poi, il giorno successivo, la città di Viterbo sarà protagonista in prima persona, sempre sul proscenio della massima istituzione continentale: alle 9.30, infatti, è prevista la presentazione di Experience Etruria, il progetto che coinvolge diversi comuni tra Lazio, Umbria e Toscana, per la promozione del territorio attraverso gli etruschi e le nuove tecnologie. Un appuntamento da non perdere per quei consiglieri che comunque avevano seguito dal vivo Experience Etruria anche in tempi non sospetti (cioè quando la crisi ancora non era esplosa) e che ora dunque vogliono godersi fino in fondo la scalata di questa idea fino a Bruxelles, e poi chissà dove. Tanto più che la trasferta se la pagheranno da soli.

 

I consiglieri popolari, comunque, ieri sera dovrebbero aver avuto la premura, a quanto risulta a Viterbonews24, di comunicare allo stesso Serra l’indisponibilità all’incontro di mercoledì per impegni istituzionali all’estero. Vedremo come replicheranno i sette consiglieri di rito ex ds: abbozzeranno (d’altronde, anche da quella parte sono arrivati rinvii e ritardi al confronto giustificati anche con '’assenze per motivi lavorativi’’), o ne approfitteranno per fare polemica?

 

Di certo, il gruppo non potrà vedersi neanche giovedì per le stesse – belghe – ragioni. A meno che, con un lampo di genio stile Amici miei, non si decida di fare la riunione proprio a Bruxelles, dove per altro un circolo Pd c'è, e domani sera ospiterà un altro incontro su Aldo Moro, sempre con Fioroni e Grassi.

 

E venerdì c’è già consiglio comunale, stavolta convocato in prima convocazione (serve la presenza di 17 consiglieri più il sindaco). Il rischio che, come conseguenza più o meno diretta, salti anche il consiglio è concreto. Così come la prospettiva di vedere la crisi spalmata ancora per qualche altra settimana, all’insegna dell’entusiasmo di tutti. Spalmata, sì, ma non proprio al sapore di nutella.




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