ANNO 27 n° 260
Una gita con il capo

CASTEL  SANT'ELIA - Una gita di due giorni a spese dell’azienda con famiglie al seguito: Azzurra Sanitari in Ceramica sceglie relax e svago per rinsaldare la coesione aziendale, puntando sulla solidarietà e sull’unione con i dipendenti.

Il 9 ottobre tre pullman sono partiti da Castel Sant’Elia, sede dell’azienda produttrice di sanitari in ceramica, alla volta di Viareggio e Lucca, per spostarsi il giorno seguente alle Cinque Terre e poi fare ritorno a casa. Al loro interno la maggior parte dei 100 operai della ceramica accompagnati dalle rispettive famiglie. Tutti insieme allo staff dirigenziale dell’azienda, che dal 2000 porta avanti questo “incentivo” alla familiarizzazione degli operai con lo spirito aziendale.

“Eravamo soliti donare i classici cesti di Natale agli operai – ha dichiarato Lorenzo Rossini, amministratore dell’Azzurra – poi abbiamo avuto l’idea di regalare una vacanza ai nostri dipendenti, in modo che potessero associare all’azienda non più solo il lavoro giornaliero, ma anche un momento di svago passato insieme alla propria famiglia in un clima conviviale e amichevole. E soprattutto toccare con mano lo spirito che guida l’Azzurra, quello di essere una famiglia allargata”.

L’azienda  ha offerto la gita a tutte le famiglie per due giorni di relax e assoluto riposo. Insieme agli operai sono partiti i dirigenti e i proprietari dell’azienda, che tramite la vacanza hanno potuto condividere idee e opinioni con chi ogni giorno fa il proprio lavoro per la produzione dei sanitari di fronte ai forni, al colaggio o in magazzino.

Lo spirito familiare dà anche i suoi frutti sul piano della solidarietà: ogni partecipante alla gita si autotassa con 25€ per l’adozione a distanza di famiglie bisognose. E lo stesso si continua a fare durante l’anno: gli operai dell’Azzurra mantengono, infatti, diverse famiglie con il sostegno a distanza.

“E’ una formula che funziona – conclude Rossini – tanto che l’anno scorso sono stati gli stessi operai a proporci di saltare la gita per meglio far fronte allo stato di crisi. L’azienda aveva assicurato che al primo segnale di ripresa si sarebbe riorganizzata la vacanza – conclude Rossini - e così è stato, anche per onorare la loro lealtà”.

In tempi di crisi è meglio puntare tutte le risorse sul consolidamento dell’azienda, ma alla prima luce una meritata vacanza è quello che ci vuole per riprendere il lavoro con più voglia, energia e coesione.




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