

VITERBO - 'Crediamo che una riforma dell'Università sia necessaria, ma non deve essere fondata su tagli e disuguaglianze, che creano una spaccattura sempre più netta fra 'classi elitarie' e chi, invece, non può permettersi un percorso di studi a quattro zeri'.
Con questo spirito e con la voglia di una riforma che vada incontro alle esigenze degli studenti, una cinquantina di ragazzi si sono riuniti questa mattina in piazza del Plebiscito a Viterbo per ribadire il loro 'no' al Ddl Gelmini, che ha già ottenuto il via libera alla Camera dei Deputati e che deve ancora ottenere l'ok dal Senato.
La manifestazione, organizzata dall'Unione degli Studenti, è stata il preludio al grande corteo che domani attraverserà le strade di Roma in concomitanza con il voto di fiducia al Governo Berlusconi alle Camere: nutrita, infatti, sarà la delegazione degli studenti viterbesi che andrà nella capitale per 'dimostrare' la propria sfiducia all'esecutivo.
A suon di slogan e striscioni di protesta, i ragazzi hanno attraversato il centro storico di Viterbo, fino ad arrivare in piazza delle Erbe in cui si è tenuta una lezione pubblica su AltraRiforma, la proposta di riforma dell’università realizzata dagli studenti di tutta Italia, che si vuole porre come alternativa a quella avanzata dal ministero dell'istruzione.
'In una società in cui la precarietà è sempre più manifesta crediamo sia importante lottare per difendere il nostro futuro di studenti e di cittadini. Per questo chiediamo l’immediato ritiro del DDL che di fatto uccide l’istruzione pubblica a favore di quella privata; chiediamo un sistema di Welfare che difenda i diritti degli studenti, attraverso agevolazioni nei trasporti e soprattutto diritto allo studio, da questa finanziaria estremamente ridotto', commentano dal Coordinamento Studentesco Link Tuscia.
'Il risanamento del bilancio non può essere fatto a spese dell'università - ha aggiunto il segretario provinciale dei Giovani Democratici, Michele Bassanelli -. L'Italia investe solo lo 0.9% del Pil su istruzione e ricerca, rispetto ad una media europea che oscilla fra l'1,9 ed il 2,5% . Sapere, salute e sicurezza non possono e non devono essere demandati ai privati, ma devono essere diritti tutelati dallo Stato'.
Il prossimo appuntamento è per domani (14 dicembre), quando i ragazzi parteciperanno alla mobilitazione di Roma 'sperando nella mozione di sfiducia al governo'.